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Ciclocross, Adrie Van der Poel ha le idee chiare: “Van Aert parteciperà sicuramente al Mondiale. Mathieu non sarà così in forma al rientro”

Adrie Van der Poel è schietto come non mai. Presente al Superprestige di Boom dove ha seguito la gara del primogenito David, è stato interpellato sulle prestazioni del più grande rivale del figlio Mathieu, ovvero quel Wout Van Aert, che nel mentre si dilettava a rifilare minuti ai suoi avversari, in quello che è stato un debutto da sogno. Rivali sin dalle categorie giovanili, i due si scontreranno per la prima volta il 26 dicembre a Dendermonde in Belgio, dove ci auguriamo possano regalare ancora le bellissime battaglie a cui ci hanno abituato nel corso di questi anni.

Se in questi giorni aleggia la domanda sulla partecipazione di Van Aert ai Mondiali di Fayetteville, Adrie lancia una risposta che non lascia spazio a repliche: “Wout parteciperà certamente al Mondiale. Alla Jumbo-Visma sanno già cosà faranno in estate ma non in inverno? Andiamo, non ci vorrete mica credere! – risponde l’ex campione – Non fraintendetemi, se Wout deciderà di non partecipare perché ha altri obiettivi, ognuno dovrebbe rispettare questa scelta, ma non penso che un mondiale di ciclocross possa fare del male in vista della primavera”.

Sulla sfida di Dendermonde invece, c’è la speranza in un tracciato più percorribile dell’anno precedente: “Se il percorso sarà di nuovo come l’anno scorso, il vincitore sarà già noto con Wout”, spiega l’ex campione, confermando le migliori capacità con bici in spalla del belga prima di fare il punto sulla diversa preparazione dei due atleti: “Mathieu ha una struttura molto diversa da Wout. Ho potuto seguire su Strava gli allenamenti di Wout e devo dire che ha fatto molto di più. Gli obiettivi di Mathieu sono più lontani. C’è solo da vedere”.

Il padre del fenomeno neerlandese commenta inoltre anche il destino di Eli Iserbyt e degli altri ciclocrossisti rispetto ai due grandi dominatori della specialità: “Wout e Mathieu corrono ai massimi livelli tutto l’anno, in più gare. Gli altri crossisti partecipano solo a gare minori in estate, giusto per fare qualcosa. É chiaro che la differenza è grande. Ma diventa ancor più grande. Se Iserbyt e gli altri vogliono essere più competitivi, devono correre più gare importanti in estate, non contro dilettanti che devono lavorare per guadagnarsi da vivere”.


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