Parigi-Roubaix 2026, Edoardo Affini esulta per Wout Van Aert: “Questa vittoria guarisce da tutto e lo mette nella storia”

Edoardo Affini tra i più felici per il successo di Wout Van Aert alla Parigi – Roubaix 2026. Il trionfo del portacolori della Visma | Lease a Bike nel velodromo francese è stato uno dei momenti più intensi degli ultimi anni e il mantovano lo ha chiaramente vissuto in prima linea. Tra i corridori più vicini al belga,  il quasi 30enne lombardo sottolinea quanto il successo sia importante e prezioso per il suo capitano e la squadra, ma che in generale è un momento che era molto atteso anche al di fuori, in particolare in Belgio, ma non solo. La vittoria di Van Aert nell’Inferno del Nord, come dimostra anche l’immediato abbraccio di Mathieu van der Poel e le parole di molti altri colleghi, è stata anche molto sentita infatti in tutto il gruppo.

“Una grande gioia per lui, per noi, per tutta la squadra – commenta alla Gazzetta dello Sport – È la prima volta che vinciamo questa corsa, quindi rimarrà nella memoria. Ma penso che tutto il mondo del ciclismo sia contento. In Belgio, poi, il 12 aprile diventerà festa nazionale”. Una battuta che rende ben chiara la portata dell’evento in un paese dove il classe 1994 è tra le personalità più popolari in assoluto: “Wout è il campione di tutti, della gente, un mito vivente dalle sue parti: nelle Fiandre genera lo stesso entusiasmo di Sinner da noi. Il suo tratto principale, però, è l’umiltà: ha sempre i piedi per terra e si fa voler bene da tutti. Però, quando deve farsi rispettare o dire di no, lo fa”.

I due corrono assieme dal 2020, sono stati spesso compagni di stanza e hanno condiviso molti momenti assieme, belli e brutti. “L’insegnamento è che non si molla mai nelle difficoltà – aggiunge Affini – Lo ha detto anche lui dopo la vittoria: si può andare a letto svuotati dopo una delusione, ma il giorno dopo deve riaccendersi sempre la scintilla. Ci aiuta molto, anche perché a volte anche lui fa il nostro stesso mestiere: fatica per la squadra e gode nel farlo. Anzi, eccetto Pogacar, è il corridore più completo che esista al mondo”.

Ed è chiaro come questo successo riposizioni la carriera di un corridore straordinario, che la sfortuna ha spesso ridimensionato, ma che ha mostrato sempre la sua eccezionalità: “Ricordo da vicino la caduta alla Vuelta 2024. Era fortissimo, vinceva le tappe con una facilità disarmante. Quella volta era molto giù anche perché veniva già da altri infortuni: la sfiga non lo ha mai risparmiato… La Roubaix, però, guarisce da tutto e lo mette nella storia. Se gli avessero chiesto di scegliere un successo, lo avrebbe voluto proprio lì. Da adesso, forse, lo vedremo più sereno e spensierato. Sapere di averla vinta gli toglie un peso”.

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