Tour de France Femmes 2026, controlli sui reggiseni a tutte le atlete 10 minuti prima della partenza della crono – L’Associazione Corridori: “Preoccupati da modalità e privacy”

Il Tour de France Femmes 2026 valicherà oggi – mercoledì 4 agosto – una nuova frontiera in termini di controlli applicati al ciclismo. La giuria della corsa francese, la più importante del calendario femminile mondiale, ha infatti avvisato cicliste e rispettive squadre che prima della cronometro individuale valida come quarta tappa verranno effettuati dei controlli mirati sull’abbigliamento e sull’equipaggiamento indossato per l’occasione dalle atlete. La giuria vuole così scongiurare che si utilizzino, in particolare, reggiseni imbottiti, che alterino la forma del seno e che producano così un vantaggio aerodinamico per l’atleta.

Secondo quanto riporta Het Laatste Nieuws, in mattinata l’organizzazione del Tour Femmes ha allestito una “tenda riparata” in cui verranno effettuati i controlli, da parte di una componente della giuria incaricata. Ogni atleta che prenderà il via della cronometro dovrà presentarsi alla suddetta tenda 10 minuti prima rispetto al suo orario di partenza.

In risposta all’annuncio della Giuria del Tour Femmes, è arrivata la presa di posizione dell’Associazione Corridori Professionisti, che ha un suo specifico “ramo” femminile: “Parlando solo in termini pratici, siamo preoccupati dalle modalità dei controlli e da come la privacy delle atlete verrà salvaguardata – l’estratto di un comunicato diffuso in mattinata – Inoltre, siamo colpiti dal fatto che non ci siano state spiegazioni più dettagliate prima di arrivare a questo punto”.

Anche in gruppo si stanno levando alcune voci quantomeno perplesse sullo scenario che caratterizzerà questa cronometro: “Noi abbiamo già visto in galleria del vento che atlete con taglie di reggiseno più grandi hanno un vantaggio aerodinamico – le parole di Lieselot Decroix, allenatrice in casa FDJ United-Suez, riportate da Sporza – Ma non può esserci niente di scorretto in un reggiseno push-up. Non può essere un commissario UCI a dire a un’atleta che non può indossarlo. E speriamo di non arrivare al punto in cui un giudice dovrà dire se un reggiseno è un push-up oppure no“.

Il vantaggio dove starebbe? In estrema sintesi e semplificando moltissimo, “passa meno aria attraverso lo spazio tra le braccia e tra i gomiti – ha spiegato il professor Bert Blocken, intervistato da WielerFlitsCosì, le cosce si ritrovano a dover affrontare meno aria nell’atto del pedalare“. Blocken ha anche commentato alcune foto di atlete impegnate durante la cronometro dei Giochi olimpici di Parigi 2024 e del recente Giro d’Italia 2026: “Chiaramente, c’è qualcosa che non va…”, il suo verdetto.

Sul tema si è espresso il direttore generale della Fenix-Premier Tech (versione femminile della Alpecin-Premier Tech), Philip Roodhooft, che ha ricordato quel che è recentemente successo nel salto con gli sci, disciplina invernale che è stata prima scossa dalle squalifiche comminate ad alcuni atleti norvegesi per “manipolazione delle tute dagara” e poi ha conosciuto anche la sarabanda mediatica legata a iniezioni di acido ialuronico mirate per aumentare le dimensioni dei genitali maschili: “Se si pensa a quel che è successo in quello sport, significa che dove c’è un vantaggio possibile da prendere, c’è qualcuno che prova a prenderlo. La cosa non mi sorprende e l’UCI evidentemente deve fare qualcosa. Secondo me è giusto che ci sia attenzione sulla materia, principalmente per un unico motivo: barare è in ogni caso inaccettabile“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

Ciao!   Per favore, potresti disattivare il tuo adblocker su SpazioCiclismo? :)   Sappiamo che la pubblicità invasiva è fastidiosa e lavoriamo sempre per cercare di limitarne l'utilizzo. Recentemente abbiamo apportato importanti modifiche proprio in questo senso, cambiando partner per ottimizzare la necessaria raccolta pubblicitaria, che permette al nostro sito di andare avanti da oltre dieci anni, e bilanciarla con la giusta fruibilità del sito.   Altrimenti, puoi abbonarti alla nostra versione AdFree. Il primo mese è gratis, clicca qui per provarla!