UCI, inserite nuove regole per i tratti di strada non asfaltata

L’UCI presenta nuove regole per i suoi settori non asfaltati. Oltre al pavé, il successo di corse come Strade Bianche e Tro-Bro Léon ha invogliato sempre più organizzatori a proporre nel proprio tracciato delle strade alternative, tra terra battuta e altre tipicità delle regioni attraversate. Non sono così mancate le polemiche, come ad esempio alla Parigi – Tours che ha deciso di far percorrere i “chemins de vignes“, strade secondarie in mezzo ai vigneti, al gruppo, oppure le ploegstreets, ormai tipiche della Gand – Wevelgem. Momenti molto suggestivi, ma che alcune squadre non hanno gradito, portando l’UCI ad inserire alcuni paletti nel proprio regolamento.

Per questo ora “se gli organizzatori che vogliono inserire strade non asfaltate nel percorso devono informare l’UCI al momento della registrazione dell’evento in calendario. All’articolo 2.2.015 si legge inoltre che è “necessario fare ogni sforzo per garantire la sicurezza di corridori, spettatori e di coloro che seguono la corsa” assicurando inoltre che “l’evento si svolga tranquillo da un punto di vista sportivo e con pari trattamento dei partecipanti”.

Anche per questo deve essere fornita alle squadre “una dettagliata descrizione delle sezioni interessate (lunghezza, tipo di superficie, grado di difficoltà di ogni settore, larghezza della strada, ecc)”, che è necessario possano essere percorse con “qualsiasi condizione atmosferica”. Un punto questo, che non manca di far pensare a quanto successo al tratto di sterrato inserito alla scorsa Vuelta a España reso pericoloso dalla pioggia, ma che potrebbe contrastare anche con il pavé stesso, notoriamente di più difficile gestione in base al meteo. Importante sarà inoltre garantire l’assistenza ai corridori nei tratti in questione, con i mezzi delle squadre che devono poter essere in grado di seguire i propri corridori (eventualmente una moto al posto della solita ammiraglia).

L’Unione Ciclistica Internazionale si riserva di “rifiutare l’inclusione del tratto di strada non asfaltata” se non dovesse, a loro avviso, rispettare le condizioni richieste. Alternativa è un possibile “rifiuto di registrare l’evento in calendario”, con la corsa che perderebbe così lo status professionistico e l’egida della massima istituzione del ciclismo.

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