Patrick Lefevere scatenato contro l’UCI tra multe e i casi Wiebes e Van Schip: “Il Grande Fratello ti sta osservando”
Patrick Lefevere torna ad attaccare l’Unione Ciclistica Internazionale. Già in passato, l’ex team manager della Soudal Quick-Step non aveva mancato in più occasioni di criticare il massimo organismo mondiale del ciclismo su alcune decisioni o sull’introduzione di nuove regole, e alcuni episodi accaduti nell’ultima settimana hanno portato il 71enne a rinnovare le critiche all’UCI. Nella sua rubrica settimanale su Het Nieuwsblad, Lefevere ha infatti parlato della squalifica di Lorena Wiebes dal Giro d’Italia Women e di quella (l’ennesima) di Jan-Willem van Schip alla Ronde de l’Oise, oltre che delle maxi-multe comminate ai team al Tour Auvergne – Rhône-Alpes, accusando l’organismo guidato da David Lappartient di controllo eccessivo e di mancanza di trasparenza.
“Quello che mi sono chiesto questa settimana è cosa ne faccia l’UCI del bottino delle multe – ha scritto il belga – Chi gestisce tutti quei soldi? Vengono reinvestiti nel ciclismo o finiscono in una cena di lusso ad Aigle? Investirli nel mercato immobiliare svizzero è un’altra possibilità, perché le cifre non sono più normali“.
“Sono i singoli corridori o i direttori sportivi a ricevere le multe, ma sono le squadre a pagarle – ha proseguito Lefevere – Era così ai tempi in cui ero alla Soudal Quick Step e immagino che sia così ovunque. Pagare le multe dell’UCI per un intero anno pesa sul bilancio“.
Il 71enne ritiene che il messaggio lanciato dall’UCI con queste decisioni sia inequivocabile: “Il Grande Fratello ti sta osservando“, ha aggiunto il belga, citando poi i casi Wiebes e Van Schip: “La bici di Lorena Wiebes è di venti grammi più pesante? Fuori dalla gara. Jan-Willem van Schip con una strana configurazione della bici, una strana posizione di guida o uno sguardo strano negli occhi? Fuori dalla gara. Anche se la polizia deve costringerlo a fermarsi. E soprattutto, multe, multe, multe“.
Negli scorsi giorni, l’UCI ha annunciato di aver ricevuto il punteggio più alto nella valutazione di governance dell’ASOIF, un’analisi periodica condotta dall’Association of Summer Olympic International Federations (ASOIF) per misurare e promuovere il livello di buona amministrazione e trasparenza delle federazioni sportive internazionali. Lefevere non vede però tutta questa trasparenza nel massimo organismo del ciclismo.
“Consiglierei ai revisori di ascoltare la SD Worx-Protime e di sentire quanto sia stata trasparente l’UCI riguardo all’esclusione di Lorena Wiebes. Oppure di chiedere a SRAM della loro esperienza con le restrizioni sui rapporti di trasmissione (il riferimento è alla norma per la limitazione dei rapporti, che è stata sospesa da una sentenza di un tribunale belga contro la quale l’UCI intende appellarsi, ndr). L’UCI è come ogni altra federazione internazionale: la trasparenza non esiste“, ha concluso l’ex team manager della Soudal Quick-Step.
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