Tour de France 2026, Patrick Lefevere sulle frizioni tra Evenepoel e Lipowitz: “Era scritto nelle stelle, Remco è il maschio alfa per eccellenza”
Patrick Lefevere non è sorpreso della difficile convivenza tra Remco Evenepoel e Florian Lipowitz al Tour de France 2026. Dopo la sesta tappa della Grande Boucle, il campione olimpico aveva generato una certa tensione in casa Red Bull-Bora-hansgrohe quando, all’arrivo, non aveva nascosto una certa frustrazione verso il compagno di squadra, accusandolo di non tirato per lui nel finale verso il traguardo di Gavarnie-Gèdre. Anche se il team manager della formazione tedesca, Ralph Denk, e lo stesso Evenepoel si erano affrettati a gettare acqua sul fuoco, il contrasto non è sfuggito all’ex dirigente della Soudal Quick-Step e mentore del belga, che ha commentato la questione nella sua rubrica settimanale su Het Nieuwsblad.
“Mi dispiace, ma era scritto nelle stelle – ha scritto Lefevere – Ho lavorato con Remco per sette anni, quindi credetemi, è il maschio alfa per eccellenza: ‘Io, me stesso, me’. Una leadership condivisa? Non nella sua testa. Se questo suona duro: mostratemi un capitano, un vero capitano, che non sia fatto così”.
Riguardo al mancato aiuto dato da Lipowitz al 26enne, l’ex manager belga ha aggiunto: “Chiedere è ovviamente un diritto, ma se Lipowitz debba acconsentire è un’altra questione. In ogni caso, non mi sembra il tipo di compito che si adatti bene alle sue qualità”. Evenepoel riteneva che il tedesco dovesse ricambiare il favore che lui gli aveva fatto alla Volta a Catalunya: “Lo conosco, quindi so che fa questo tipo di conti nella sua testa – ha commentato Lefevere – Ma è giusto? In gara si fa sempre qualcosa per ricevere qualcosa in cambio in seguito, ma in questo caso una cosa è una cosa e l’altra è un’altra. Remco non avrebbe dovuto dirlo in modo così esplicito“.
Secondo il 71enne, questa è la conseguenza di avere due capitani in squadra, mentre se Evenepoel fosse rimasto alla Soudal Quick-Step avrebbe continuato a essere il leader unico: “Se volevi lasciare la nostra squadra per uno stipendio sicuramente migliore e, chissà, magari anche un supporto migliore, allora questo fa un po’ parte del gioco – ha proseguito Lefevere rivolgendosi al belga – Da noi eri sempre e ovunque il primo e unico leader. Una squadra tedesca non permetterà certo a un tedesco che si è classificato terzo al Tour di giocare un ruolo secondario l’anno successivo“.
L’ex manager teme che la tensione tra Evenepoel e Lipowitz possa proseguire anche nel resto del Tour: “La vera soluzione è naturalmente che uno dei due leader ceda. Non lo auguro a Remco e, vedendo quanto sia in forma, non me lo aspetto nemmeno. Il problema è che solo il prossimo fine settimana è in programma una vera tappa di montagna. C’è molto tempo per chiarire definitivamente la questione, ma anche molto tempo perché il malcontento latente continui a covare sotto la cenere“.
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