UCI, nuovo stop alla nuova norma sulla limitazione del rapporto massimo

Confermata la sospensione della norma UCI che limita il rapporto massimo. La Corte d’Appello di Bruxelles ha respinto il ricorso presentato dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) contro la decisione di sospendere la norma tecnica relativa al massimo rapporto utilizzabile in gara.  Sospesa dall’Autorità belga per la concorrenza a seguito del ricorso presentato da SRAM, la norma presentata lo scorso ottobre è stata dunque nuovamente respinta infliggendo così un duro colpo all’Unione Ciclistica Internazionale, che voleva così limitare la velocità per migliorare la sicurezza dei corridori.

Il problema è sorto nel momento in cui il rapporto è stato limitato a uno sviluppo metrico massimo di 40,46 metri, equivalente al 54×11, escludendo così ad esempio il gruppo Red AXS della SRAM, la cui configurazione è invece un 54×10, tra i più usati dalle squadre sponsorizzate dal marchio statunitense, che sarebbe stato così l’unico ad essere danneggiato da questa nuova norma (che comunque doveva essere innanzitutto solo sperimentale). Per questo era stato dunque presentato un ricorso violando il diritto alla concorrenza dell’Unione Europea.

Una scelta che all’epoca aveva sorpreso nei palazzi di Aigle, in particolare per la richiesta di intervento di “un’autorità con sede in Belgio in risposta a una denuncia presentata da una società statunitense contro un’associazione sportiva svizzera e relativa a test che avrebbero dovuto svolgersi sul territorio cinese”.

I primi test sarebbero infatti dovuti essere effettuati durante il Tour of Guangxi, lo scorso ottobre scorso, in Cina. Il Tribunale ha tuttavia confermato la sentenza spiegando come l’Autorità per la Concorrenza “abbia validamente concluso all’esistenza di una restrizione della concorrenza prima facie a causa delle carenze dell’UCI in termini di trasparenza, obiettività e non discriminazione nell’elaborazione della norma”. Inoltre, secondo il documento scritto dalla corte, l’UCI non ha dimostrato in che modo la norma sul rapporto massimo fosse necessaria e proporzionata per raggiungere l’obiettivo di migliorare la sicurezza dei corridori.

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