© Vini Zabù - KTM

UAE Tour 2020, l’appello di Giovanni Visconti: “L’eco mediatico è bassissimo. Speriamo che l’Italia non ci lasci soli, ma che lavori per soluzione”

Il UAE Tour 2020 è stato interrotto da quasi 36 ore per via del Coronavirus. In attesa di informazioni e di novità, anche se i primi responsi sui test effettuati sono tutti negativi, tutta la carovana che stava animando la corsa a tappa negli Emirati Arabi è ancora confinata nei rispettivi alberghi di Abu Dhabi. E, finora, neppure i due casi di contagio che hanno portato allo stop della competizione, dati per confermati inizialmente, sarebbero ancora incerti. Il nervosismo per una situazione di stress alla quale sono sottoposti corridori, staff, giornalisti e addetti ai lavori è dunque inevitabile e qualche corridore inizia a farsi sentire, sottolineando anche una certa mancanza di attenzione da parte del mondo esterno, in particolare da parte dei media mainstream italiani, che ben poco si sono occupati della questione.

È il caso di Giovanni Visconti. Il capitano della Vini Zabù – KTM aveva inizialmente affidato il suo pensiero ai social newtork, con un post di sfogo, nel quale proponeva un comprensibile paragone con altri sport che ricevono regolarmente maggiore copertura a livello mediatico, il cui destinatario era stato frainteso. Il siciliano ci affida dunque un suo commento chiarificatore, nel quale ricorda come una situazione di questo tipo sia inevitabilmente fonte di nervosismo considerando che sono ormai quasi 48 ore che l’intera carovana della corsa è bloccata nei propri hotel, sostanzialmente senza sapere nulla di quanto stia succedendo.

“Viviamo ore complesse in quanto ormai da giovedì sera sia noi che giornalisti e membri dell’organizzazione siamo bloccati all’interno dei nostri hotel – ha spiegato a SpazioCiclismo – Purtroppo non abbiamo ricevuto comunicazioni dalle autorità locali e tutto ciò aumenta il livello di nervosismo. Regna l’incertezza e per questo speriamo che l’Italia non ci lasci soli ma che lavori per trovare una soluzione. Purtroppo l’eco mediatico è bassissimo nonostante questa sia una corsa che vede al via tanti campioni del ciclismo mondiale e questo se possibile ci rende ancora più nervosi. Speriamo che tutto si sistemi al più presto“.

Un appello che sostanzialmente è stato già colto dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha assicurato impegno diretto alla Federciclismo per sostenere i nostri connazionali. Nel calderone dei social è facile essere fraintesi, limitandosi ai titoli o concentrandosi solo su parte del discorso, ma quel che Giovanni comprensibilmente lamentava era una attenzione generale da parte dell’opinione pubblica, che effettivamente non ha saputo intercettare le esigenze e le problematiche delle centinaia di italiani coinvolti.

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