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UAE Team Emirates, Marc Hirschi vuole tornare ad essere il corridore del 2020: “Sono sicuro di poter portare buoni risultati per il prossimo anno”

Marc Hirschi spera in un’annata migliore. Il 2021 non è stato un buon anno per il corridore svizzero. Il cambio casacca anticipato che lo ha portato a vestire i panni della UAE Team Emirates è stato eletto come il colpo di mercato della passata stagione, ma poi quello che doveva essere non è stato ed è diventato uno dei flop della stagione. Dopo la vittoria alla Freccia Vallone, la tappa al Tour de France e il podio al Mondiale di Imola e alla Liegi-Bastogne-Liegi, nel 2021 le aspettative erano alte. La fortuna però non ha giocato dalla sua parte, numerosi problemi fisici tra cui l’estrazione di un dente del giudizio, un problema all’anca e la caduta al Tour hanno minato le prestazioni dello svizzero, che ha ottenuto una sola vittoria al Giro di Lussemburgo.

In occasione del Criterium del Giro d’Italia a Dubai, è stato intervistato da Marca: “Non è stata una stagione facile. Ho avuto molti problemi per vari motivi. Ma ci sono anche aspetti positivi come un nuovo inizio con una squadra diversa. Mi sento molto molto bene all’interno dell’UAE Team, che è una grande squadra. Ora quello che mi auguro è di risolvere questi dettagli che mi hanno appesantito e di essere più utile alla squadra. Sono sicuro di poter portare buoni risultati per il prossimo anno“.

Nonostante una stagione poco buona la convinzione di poter far bene c’è: “Ho delle possibilità in alcune classiche, ma potrei ottenere vittorie di tappa nei Grandi Giri. L’importante per me è evitare le cadute, che è quello che mi ha appesantito negli ultimi tempi e non mi ha permesso di avere continuità. Ho iniziato il 2021 con problemi sin dall’inizio della stagione, ma sto cercando un 2022 totalmente diverso”.

Negli Emirati Arabi insieme a Tadej Pogacar e al nuovo acquisto Joao Almeida c’era anche l’ex Colpack-Ballan Juan Ayuso per cui lo svizzero ha speso belle parole: “È molto professionale, lavora molto bene e sarà sicuramente uno dei corridori del futuro. Ho condiviso molti giorni con Juan durante il ritiro negli Emirati. Lo vedo come una persona molto sicura di sé, che chiede tutto per imparare. Ha una buona predisposizione e penso che sia un atleta molto speciale. Conosce già il suo fisico e questo alla sua età è molto importante. Presto sarà pronto per grandi traguardi“.

Non mancano parole di ammirazione per Tadej Pogacar: “Pogacar è il miglior ciclista con cui ho gareggiato. Quando è sicuro di sé è il più forte. È vero che alla fine, per vincere, ci sono tanti fattori che contano. Non puoi cadere, possono entrare in gioco gli infortuni, devi lottare contro la pressione, contro l’idea di essere sempre qualcosa in più, perché la gente si aspetta di più da te, ma lui sembra preparato ad affrontarlo e ci piace, è un ciclista spettacolare”.


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