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Trek-Segafredo, per il general manager Luca Guercilena il 2020 può essere “la nostra migliore stagione”

La Trek-Segafredo arriva da un 2019 finito in crescendo. Le vittorie di Bauke Mollema al Lombardia e di Mads Pedersen al Campionato mondiale hanno alzato sensibilmente il valore di quanto raccolto dalla squadra diretta da Luca Guercilena durante la stagione appena passata. E anche il “mercato” successivo è stato più che significativo, visto che è arrivato nientemeno che Vincenzo Nibali. E la realtà italo-statunitense ha messo in archivio anche la prima stagione nel mondo femminile, raccogliendo anche in quel campo diverse soddisfazioni. In vista del 2020, però, in casa Trek-Segafredo si vuole fare ancora di più è meglio.

“Per il nuovo anno, il nostro orizzonte si sta espandendo – dice proprio Guercilena – Se per le donne mi piacerebbe vedere una vittoria in una Classica Monumento, in campo maschile il compito dei nostri corridori sarà quello di fornire prestazioni competitive in ogni singola corsa che affronteremo. In entrambi i ‘mondi’, la nostra è una squadra che si è evoluta e che però essere una delle più dominanti al mondo. Siamo all’inizio del nostro settimo anno di attività, il quinto con Segafredo come partner principale. Anno dopo anno, abbiamo irrobustito il progetto, ampliando gli orizzonti. Credo che stiamo per avere la nostra migliore stagione”.

Guercilena si sofferma anche sulla strategia che vede la Trek-Segafredo in prima fila nello scovare nuovi corridori di alto livello: “Noi stiamo dando nuovo slancio allo ‘scouting’ e alla crescita di giovani talenti. Stiamo parlando di corridori di 18-20 anni la cui personalità, e anche il loro fisico, è ancora in via di formazione e definizione. Investire su giovani atleti è una scelta che guarda lontano, ma ci sono anche dei rischi. Tu ci puoi credere, lavorare sulla crescita, ma non puoi essere sicuro che un talento sbocci in un corridore professionista di punta o addirittura in un campione. C’è un rischio, che però può essere minimizzato, specialmente relazionandoti con il corridore con realismo e pazienza”.

La guida della squadra italo-statunitense spende belle parole per Giulio Ciccone: “Arrivava da una squadra di ‘seconda divisione’ ed è stato immediatamente in grado di offrire ottime prestazioni e di portare a casa risultati. La stagione era iniziata male, avevamo avuto la terribile caduta di John Degenkolb e Jasper Stuyven in Algarve e in quel momento avevamo perso parecchie delle nostre speranze. Ma siamo stati capaci di ribaltare la situazione e, dal Giro d’Italia e dal momento in cui Ciccone è arrivato alla ribalta, è stato un crescendo, culminato con un finale straordinario”. Con tanto di maglia di campione iridato, finita nella bacheca del danese Pedersen: “Ho visto Mads soffrire molto durante il periodo delle Classiche, quando la squadra non stava andando bene – racconta Guercilena – È un buon segno perché lui si sentiva responsabile per i risultati che non arrivavano, dimostrando che lui tiene davvero alla squadra”.

Il manager si sofferma anche sul panorama femminile, dove spiccano le azzurre Elisa Longo Borghini e Letizia Paternoster: “Noi abbiamo fatto un passo avanti nel 2019 e abbiamo visto la squadra emergere in grande stile durante la stagione. Da quando abbiamo concepito la realtà delle ragazze, abbiamo lavorato chiaramente nella direzione di dare loro uguale supporto rispetto ai maschi. L’obiettivo era di partire forte e di lasciare subito il segno. E abbiamo voluto dare alle ragazze il sostegno più completo possibile, sotto ogni punto di vista”.

 

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