Trek-Segafredo, Nibali ci racconta: “Giro e Olimpiade i miei obiettivi. Bahrain? Non parlo del passato…”

Vincenzo Nibali è pronto per una stagione intensa. Il siciliano è ovviamente il corridore più atteso nel ritiro della Trek-Segafredo, sua nuova squadra con cui si sta allenando nel ritiro di Siracusa. L’ormai ex Bahrain-Merida ha già anticipato che sarà al via del Giro d’Italia 2020, dopo il secondo posto nella corsa rosa di questa stagione. In seguito il siciliano proverà a essere protagonista nella prova in linea di Tokyo 2020, sperando di avere maggiore fortuna nel finale rispetto alla spedizione olimpica di Rio 2016. La redazione di CyclingPro.net ha intervistato in esclusiva il messinese nel media day del ritiro della formazione statunitense.

Come stai? Com’è andato il camp?

Sto abbastanza bene, abbiamo speso questi primi tre giorni di camp per i media. Da domani inizieremo a mettere qualche chilometro in più e a entrare nel vivo della preparazione.

Una nuova stagione con una nuova squadra: qual è la sensazione? 

Sono molto tranquillo, ho trovato un ambiente molto bello, molto preparato e molto organizzato.

A 35 anni è una scelta coraggiosa cambiare squadra. È più una scelta di cuore o di testa?

Nessuna delle due. È solo la voglia che c’è di correre e di fare bene. Questa è la mia vita.

Con la presenza di Olimpiadi e Mondiali per scalatori sarà una stagione diversa dalle altre, come è stata la costruzione del programma? 

La nuova stagione è molto difficile e molto intensa, ci sono appuntamenti molto interessanti e difficili da raggiungere come condizione. Bisogna arrivare molto gradualmente alla condizione massima nel momento giusto. Il Giro d’Italia è il primo appuntamento importante per me, poi ci saranno le olimpiadi. Questi sono i due eventi più importanti della stagione. Abbiamo parlato a lungo con il management del team e abbiamo fatto una bozza del programma convalidato. Lungo il percorso può esserci qualche piccolo cambiamento, ma non di molto.

La scelta è stata condizionata dal percorso del Giro?

No, le Olimpiadi sono un evento che mi piace tantissimo, con un percorso interessante e difficile. Lo stesso vale per il Giro, molto bello anche come percorso, leggermente diverso da quello di quest’anno.

Sappiamo che debutterai alla Volta ao Algarve, un esordio abbastanza tardivo. Come mai questa scelta?

Sì, è la mia prima volta in quella corsa. A differenza degli altri anni ho deciso di partire dall’Europa, quindi con un programma leggermente diverso. Parto anche un po’ più tardi, quindi all’inizio non mi aspetto grandissimi risultati proprio perché sarà lunga e intensa. A fine stagione ci saranno i mondiali con un percorso duro, bisogna cercare di concentrare le forze nei momenti giusti.

La squadra oggi ha annunciato le corse chiave (Algarve, Tirreno, Sanremo, Liegi, Giro e Vuelta). Sai già quali saranno le altre, specialmente verso il Giro e le Olimpiadi?

No, ancora non lo sappiamo in via definitiva. Abbiamo una linea di programma, poi lungo la strada andiamo a convalidare tutti gli appuntamenti.

Neanche quest’anno andrai al Giro delle Fiandre? E l’anno prossimo?

No, è troppo vicino al Giro d’Italia. Basterebbe una caduta per compromettere anche il Giro. L’anno prossimo può darsi, in questo momento non ci ho ancora pensato. L’ho corso una sola volta ma è stato molto entusiasmante. Ci vuole un avvicinamento ad hoc, e pensando al Giro è ovvio che il Tour of the Alps è l’ideale per me.

In una stagione così ricca di grandi appuntamenti, quale sarà la difficoltà più grande da affrontare quando non sarai in corsa?

Quando non sei in corsa i momenti più significativi sono creare il gruppo di lavoro insieme con gli altri ragazzi, fare un avvicinamento con un gruppo unito per gli appuntamenti più importante.

Tutti diamo per scontato che sarai al Giro per fare classifica e possibilmente vincerlo, puoi confermarcelo?

È chiaro che andando al Giro penserò di fare classifica.

Invece per quanto riguarda la Vuelta a España, che Nibali dobbiamo aspettarci?

Prima di dire questo voglio tirare una linea nella prima parte di stagione, per la seconda parte vedremo più avanti.

Per te, anche pensando alla tua carriera complessiva, sarebbe più significativo l’oro olimpico oppure vincere il terzo Giro e diventare il più “anziano” vincitore di sempre?

Vincere il terzo Giro sicuramente è sempre una bella sfida. Quest’anno non era molto distante, sono arrivato secondo a 50″ di distacco. Ci sono stati dei momenti di controllo in gara in cui abbiamo buttato un po’ via il Giro, ma non ci sono rimpianti o rimorsi perché è andata così. In gara ci sono situazioni che non si possono prevedere.

Facciamo un gioco: dovendo scegliere quale vincere, meglio Sanremo o Liegi? Olimpiade o Mondiale?

Non ho mai vinto la Liegi, ho vinto la Sanremo e posso dire che mi ha dato una grandissima emozione. Non so che emozione mi possa dare la Liegi. Olimpiade, perché credo che una medaglia olimpica resti ancora di più nella storia.

Proviamo a fare un salto indietro, qual è il bilancio della tua ultima stagione con la Bahrain e, più in generale, della tua esperienza con la squadra?

Non voglio parlare del passato (ride, ndr).

Con il senno di poi, lo rifaresti di lanciarti in una avventura di questo tipo, con una squadra completamente nuova da costruire?

Sono due scelte interessanti. Chiaro che per me l’opzione di avere una squadra completamente al mio fianco era molto stimolante ed emozionante, quindi non era da sottovalutare. È una scelta che ho fatto molto volentieri e avrei potuto anche ripetere. Era qualcosa che sentivo mio, e quindi è stata fatta anche in questo senso.

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