Lidl-Trek, Luca Guercilena e Jan Bakelants elogiano Mads Pedersen: “È l’unico vero leader che ho avuto – Sa come affrontare le cose e migliora ogni anno”

Anche quest’anno Mads Pedersen è sicuramente tra i corridori più attesi del gruppo. Reduce da un 2025 di alto livello, l’ex campione del mondo punta a essere tra i grandi protagonisti anche in questa stagione, a partire dalle corse della primavera, dove spera finalmente di conquistare quella vittoria sempre sfuggitagli nelle classiche Monumento, per poi tornare al Tour de France per cercare nuovi successi di tappa e la Maglia Verde. Pilastro della Lidl-Trek, il 30enne danese si conferma anche tra i corridori più apprezzati, tanto che, nelle ultime ore, ha ricevuto separatamente gli elogi di due personaggi del mondo del ciclismo: il suo team manager Luca Guercilena e l’ex corridore, ora opinionista, Jan Bakelants.

Penso che sia un corridore che merita una Monumento – ha dichiarato Guercilena nel corso del podcast Fuglsang i Feltet – È un vero combattente. È un leader. È autentico. È esattamente quello che mostra di essere. Dico sempre che ho lavorato con molti campioni, ma lui è l’unico vero leader che ho avuto. Perché quando sei un campione, di solito sei molto individualista e devi pensare solo a te stesso”.

“Ho lavorato con Bettini, Boonen – ha proseguito il team manager della Lidl-Trek – Ho anche avuto la fortuna di lavorare con Cancellara, in particolare con Contador, con Nibali. E tutti loro hanno quel chiaro tratto distintivo del puro individualismo. Ma Mads, devo ammetterlo, Mads è un uomo squadra. Ovviamente pensa a se stesso, è chiaro. È un leader, sa quando è il momento di assumere il comando e così via. Ma corre sempre per la squadra. Ed è una cosa unica. Davvero unica. Non ho mai avuto nessuno come lui in una squadra. Ecco perché è un pilastro fondamentale per noi e vogliamo sostenerlo nella conquista di una Monumento”.

Anche Bakelants ha speso belle parole per il danese, che vede tra i protagonisti della stagione: “Mads Pedersen migliora ogni anno – ha dichiarato il belga a Vive le Vélo – È un corridore davvero forte. Sa come affrontare le cose e migliora ogni anno. Sa anche lasciarsi andare, cosa che manca in molti altri corridori. Non pensano più con la propria testa. Quella capacità di ragionare autonomamente è un po’ scomparsa, perché tutto viene esternalizzato”.

“Per alcuni corridori questo è positivo e io stesso avrei preferito essere un professionista oggi piuttosto che 15 anni fa – ha ammesso il 39enne – Questa mentalità scientifica è diventata un vantaggio, ma molti corridori non sono più in grado di seguire il loro istinto. Nel caso di Pedersen è diverso. Lui sa cosa ha funzionato in passato e non deve rinunciare a tutto questo solo perché uno specialista di una certa università ha detto qualcosa”.

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