Lidl-Trek, Derek Gee-West e il piano nutrizionale durante il Giro d’Italia: “Una sfida trovare il giusto equilibrio. Concentrarsi sul peso fa parte di questo sport”
Una parte fondamentale della preparazione per un Grande Giro è l’aspetto nutrizionale. Questa componente negli ultimi anni è diventata cruciale nel ciclismo e ogni team si affida a nutrizionisti esperti per curare l’alimentazione dei corridori. Una interessante panoramica a riguardo la fornisce la Lidl-Trek, attraverso il racconto del piano nutrizionale di Derek Gee-West al Giro d’Italia 2026. Il canadese ha chiuso al quinto posto in classifica generale, grazie ad una terza settimana in crescita, confermando come la preparazione fosse stata focalizzata per rendere al meglio nelle ultime tappe di montagna. Il 28enne possiede una fisicità possente per essere un uomo di classifica, per questo riuscire a tenere sotto controllo il peso e allo stesso tempo nutrirsi correttamente è indispensabile per poter riuscire a performare al meglio in salita.
“Nutrirsi per può essere più complicato, visto che sono un uomo di classifica abbastanza possente – sottolinea Derek Gee-West – Quando correvo su pista, pesavo tra i 77 e gli 80 chili. Poi sono passato alla strada e il mio primo anno pesavo circa 76 chili. Ho trovato il successo quando sono sceso a circa 72 chili, arrivando tra i primi 10 al Tour de France l’anno successivo. È stata una lotta, perché non volevo iniziare a pensare che il peso fosse tutto e spingermi troppo oltre. È sicuramente una sfida trovare il giusto equilibrio tra l’essere magro per una competizione e, allo stesso tempo, cercare di non esagerare, perché anche al mio peso gara più basso, probabilmente sono ancora il più pesante tra i corridori in classifica generale.”
Il suo nutrizionista Marco Sassi, che in precedenza lavorava nel mondo del calcio, spiega nel dettaglio come si costruisce un piano nutrizionale per una corsa di tre settimane: “Molte cose possono cambiare durante la corsa, a seconda che tu sia in fuga o nel gruppo. Questo può influenzare il tuo apporto energetico. A volte anche ciò che mangi in bici può cambiare, perché potresti non sentire il bisogno di tanto quanto previsto, dato che il gruppo pedala più facilmente del previsto. Alla fine, si confrontano e si apportano modifiche, e poi si guarda anche alle tappe precedenti e a quelle successive. Non si vuole sempre un bilancio energetico pari a zero, perché le tappe successive potrebbero essere molto dure. Cerchiamo di compensare”.
In questo piano rientra anche un’attenta selezione di quali cibi prepare ai corridori, in modo da ottimizzare le performance: “Scegliamo alimenti a basso contenuto di fibre nei giorni di salita, ad esempio, per assicurarci che l’intestino sia libero e vuoto. Riduciamo i cereali integrali e le verdure a solo alcuni tipi come zucchine, zucca e carote”.
Per poter mantenere un peso forma, Gee-West spiega come sia necessario essere sempre attenti, ma bisogna trovare anche un equilibrio per non crollare psicologicamente: “So che concentrarsi sul peso fa parte di questo sport, ma bisogna anche sapere quando staccare la spina, godersi la vita e recuperare. Così, quando si è in ritiro o in una competizione, è facilissimo essere concentrati e raggiungere l’obiettivo prefissato. In una giornata normale, probabilmente peserei tutto fino a cena, poi andrei a occhio per la cena, sapendo cosa voglio lasciare. È così che trovo un equilibrio, perché sento che se pesassi ogni singola cosa tutto il giorno, alla fine crollerei. Detto questo, man mano che ci si avvicina al Giro, sono questi i piccoli dettagli che si affinano e questo lascia un po’ di margine per essere più precisi in prossimità dei grandi obiettivi”.
La preparazione al Giro è stata calibrata in ogni dettaglio, considerando anche che il canadese ha dovuto recuperare da un periodo di malattia. Sassi sottolinea come: “Ci siamo prefissati un obiettivo all’inizio dell’anno e sapevamo di avere tempo per raggiungerlo. Abbiamo cercato di farlo lentamente e di rimetterci in forma, dato che Derek veniva da un periodo di molti mesi di malattia. Non correva da tempo, quindi il margine era piuttosto ampio. Due mesi fa ha avuto un virus, quindi per un periodo abbiamo dovuto dare la priorità al recupero del suo corpo piuttosto che al suo ritorno in forma, ma alla fine siamo stati contenti di come si è presentato al Giro. In quota siamo riusciti a perfezionare tutto, dato che il metabolismo si sposta verso l’ossidazione dei carboidrati. Bisogna cambiare un po’ le cose per concentrarsi maggiormente sui carboidrati e assicurarsi di averne a sufficienza”.
Terminata la Corsa Rosa ci sarà la possibilità per staccare e concedersi anche qualche sgarro dal piano nutrizionale, infatti Gee-West sottolinea: “È davvero bello poter scegliere un periodo dell’anno come grande obiettivo e poi sapere che non è uno stile di vita, ma solo un blocco temporaneo per cui mantenere questo livello di dettaglio e dopo è come un peso che si toglie”.
Una considerazione confermata anche da Sassi: “Dopo il Giro, Derek avrà del tempo in cui non dovrà preoccuparsi dell’alimentazione e potrà staccare completamente, il che è positivo per l’aspetto mentale. Ogni corridore è diverso e all’inizio si parla con loro per capire come vanno le cose. Si può trovare il punto di equilibrio: alcuni preferiscono seguire tutto alla lettera senza pensare a cosa mangiano, mentre altri hanno degli obiettivi e poi vogliono essere più liberi di fare le proprie scelte”.
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