Team Jumbo, nel 2019 Bennett preferirebbe il Tour al Giro: “Ma decide la squadra. Su Froome solo una battuta”

George Bennett vorrebbe riprovarci al Tour de France 2019. Terzo uomo di una LottoNL – Jumbo che quest’anno ha dimostrato di avere nei grandi giri molte carte da giocarsi, il corridore neozelandese sembra preferire la Grande Boucle per la prossima stagione. La scelta, per un corridore come lui poco incline allo sforzo solitario, è sostanzialmente dovuta alla maggiore presenza di cronometro nel percorso del Giro d’Italia 2019. Consapevole comunque di essere nelle gerarchie del team “un gradino sotto” Steven Kruijswijk e Primoz Roglic, per il momento aspetta la decisione della squadra sulla spartizione di calendari, compiti e ruoli.

Il Tour mi piace chiaramente di più, perché al Giro ci sono tre cronometro e le prime due settimane non sono così entusiasmanti come il Tour, che invece ha più arrivi in altura con la Planche de Belles Filles già nella prima settimana – spiega a Eurosport – Penso che il percorso del Tour sia molto bello e, con meno chilometri a crono, penso che sarebbe quello in cui vorrei mettermi alla prova. Sta alla squadra sedersi e decidere chi va dove. Ma non so se il percorso del Giro sia per me l’anno prossimo vista tutta quella crono.

Ottavo a Roma, miglior risultato della storia per un neozelandese in un GT, Bennett ha dimostrato nel corso dell’anno di poter essere con i big a giocarsela in salita, anche se alla scorsa Vuelta a España ha fatto fatica. Quarto al Giro di Polonia, sesto alla Volta a Catalunya, quinto al Tour of The Alps, nono alla Tirreno – Adriatico e decimo anche a Il Lombardia, il trionfatore del Giro di California 2017 tuttavia non ha ancora mai vinto da professionista e spera di rifarsi presto in questo senso.

“Ci sono andato vicino più volte, con piazzamenti nei cinque, alcuni podi e due secondi posti – commenta – Ma non ho mai alzato le braccia e questo fa un po’ male… Penso di esserci andato vicino davvero troppe volte… Ma so che è solo una questione di tempo. Si vedono spesso corridori che quando vincono iniziano a vincere sempre più. Hanno trovato la ricetta e le sensazioni giuste per vincere. Non è ancora successo, ma spero che il prossimo anno il momento arrivi”.

Oltre ai suoi buoni risultati su strada, quest’anno George Bennett è balzato agli onori delle cronache anche per altri due motivi. Il primo, maggio, quando sull’impresa di Chris Froome al Colle delle Finestre commentò divertito “Ha fatto come Landis“. Una battuta che in molti non hanno interpretato come tale, giudicandola comunque quantomeno fuori luogo, ma che ribadisce non avere alcuna allusione per sospetti di doping del Keniano Bianco (all’epoca ancora sotto inchiesta per la positività alla Vuelta a España 2017). “Stavamo solo scherzando con un membro dello staff – Non c’era nessuna malizia, non avevo alcun sospetto o pensavo non dovesse correre o altro […] Era solo una battuta e noi abbiamo riso. Il ciclismo ha un passato orribile e bisogna anche saperne ridere…

L’altro episodio è invece molto più piacevole, visto che era stato molto elogiato per aver dato una borraccia ad un bambino a bordo strada durante la Vuelta. “Sono felice – ammette con umiltà – Ma quel che la gente ama è il bambino. Ho dato centinaia di borracce ai bambini, come facciamo tutti, ma lui era davvero felicissimo ed è stato questo ad essere speciale. Qualcuno era lì a riprendere la scena, ma è qualcosa che è già successo migliaia di volte”.

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