© Team Ineos

Team INEOS, secondo Tom Boonen “se c’è qualcuno che può farli saltare, quello è proprio Chris Froome”

È stato il “caso” della primavera, uno degli argomenti più caldi del periodo di confinamento e anche delle settimane successive. Alla fine, è arrivato a una risoluzione: Chris Froome lascerà davvero il Team INEOS (ex Sky), con i cui colori è diventato uno dei più grandi della storia del ciclismo e di cui è stato punto di riferimento agonistico praticamente per un decennio. L’annuncio della separazione arriva giusto qualche settimana prima rispetto a un Tour de France 2020 sulla carta quantomeno complicato per gli equilibri della squadra britannica, al cui interno dovranno (a scanso di clamorose sorprese), convivere Froome, Egan Bernal e Geraint Thomas, ovvero gli ultimi tre vincitori della Grande Boucle.

Il “caso-Froome” rimane vivace argomento di discussione ed ecco prendere posizione sul punto un fresco ex corridore, Tom Boonen: “Non è stata certo una mossa stupida da parte sua – le parole che il belga ha rilasciato a Het Laatste Nieuws – Probabilmente Froome ha poche possibilità di farcela al prossimo Tour, ma lui con questo cambio di scenario si è tolto una delle possibili fonti di fastidio, la competizione interna. INEOS è un ambiente in cui tutti devono avere fiducia l’uno nel’altro, ma provate a immaginare un momento in cui Bernal o Thomas dicono ‘Dài Chris, vai a tirare’. Non ce li vedo proprio”.

Boonen guarda anche al futuro: “Credo proprio che Froome porterà qualcuno con sé, dalla INEOS alla Israel Start-Up Nation. Se ingaggi un campione di quel calibro, sai che non arriverà da solo. Lui ha bisogno di almeno tre, ma anche cinque, gregari forti e affidabili. In ogni caso, l’ultima cosa che la Israel dovrà fare sarà copiare la squadra britannica. Ci sono altri modi per vincere un Tour de France. Quelli della INEOS sono bravi ragazzi, spremono tutti, lentamente, finché non ne hanno più e non restano solo loro. È un sistema che Froome conosce più che bene, ma se c’è un uomo che può farlo saltare e girarlo a proprio vantaggio è proprio lui. Sempre che riesca a tornare alle sue condizioni migliori, chiaramente”.

Il belga, vincitore di sette Classiche Monumento, ha infatti qualche dubbio sulla ripresa completa di Froome: “Puoi fare tutta la riabilitazione e gli allenamenti che vuoi, ma infortuni così gravi come il suo dell’anno scorso lasciano sempre delle tracce”.

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