La Parigi – Roubaix 2021 resterà a lungo impressa nella memoria degli appassionati. Non solo per la splendida vittoria di Sonny Colbrelli, che ha riportato l’inno di Mameli a risuonare nel velodromo più ambito dopo 22 anni e solamente per la 14ª volta in oltre cento anni di storia, ma perché questa inedita edizione autunnale ha regalato uno spettacolo di quelli che non si possono dimenticare. Attesa da ormai quasi venti anni e da quel 2002 in cui arrivò l’ultimo trionfo di Johan Musseuw e si assistette al primo show del futuro fenomeno Tom Boonen, la pioggia ha fatto ieri la sua apparizione riportando l’Inferno del Nord ancor più indietro nel tempo.
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Le immagini dei corridori che si davano battaglia nel fango hanno infatti riportato il gruppo alle immagini del ciclismo eroico, da leggenda, quello che solo la Regina delle Classiche riesce ancora ad emulare con quel suo pavé sconnesso, tanto che in alcuni tratti durante l’anno non ci passano neanche le auto. In mezzo a foreste, fango, campi, mulini e una fiumana di appassionati, ieri la Parigi – Roubaix 2021 ci ha riportato indietro nel tempo. E i corridori non sono stati da meno.
Cadute, forature, scivolate, incidenti, contatti e paura non hanno frenato i corridori, che si son dati battaglia e ci hanno regalato grandi emozioni con una corsa aperta, incerta e combattuta dal primo all’ultimo metro. A tutti loro, dall’azzurro vincitore ai 94 che sono riusciti a entrare nell’ordine di arrivo, ma anche a coloro che la corsa l’hanno conclusa fuori tempo massimo, fino a coloro che non sono riusciti a tagliare il traguardo, i ringraziamenti di tutti gli appassionati di ciclismo.
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