© EF-Drapac

Le pagelle del pavé: Sagan e Terpstra i migliori? Le nuove leve si fanno vedere

Il pavé è finito, lunga vita al pavé. Con la Parigi – Roubaix si è sostanzialmente chiuso il primo ciclo della stagione, con le Ardenne che ora vedono sostanzialmente nuovi protagonisti affacciarsi sulla grande scena del ciclismo (pur con l’Amstel Gold Race che permette a qualche corridore di farsi notare ancora, ma anche qualche eccezione a livello personale di corridori capaci di brillare su entrambi i fronti, o almeno provarci). Tempo giusto per provare a fare un personalissimo bilancio di queste infuocate settimane, basandoci sulle pagelle dei singoli eventi che abbiamo stilato il giorno della corsa.

Può il giudizio singolo rispecchiare, al termine di una semplice media matematica, l’andamento delle cinque grandi corse WorldTour del pavé? Ovviamente, è risaputo, ai numeri si può far dire un po’ tutto e il contrario di tutto, ma lasciandoli parlare, senza commentarli intorno è più semplice. Ognuno ne tragga le conseguenze che preferisce, anche perché non tutti hanno corso le stesse corse, non sempre con gli stessi obiettivi, senza contare che (ovviamente), la media pura non può tenere conto di quella che è l’importanza di un successo rispetto a un altro. In alcuni casi un successo può valerne molti di più, e viceversa, con il voto che dovrebbe avere in questo senso un peso diverso.

Vi lasciamo dunque qui questi numeri, selezionati tenendo conto degli atleti che, nel bene o nel male, abbiamo ritenuti più significativi nell’arco dell’intera primavera del pavé. Non sono dunque presenti corridori come Alejandro Valverde (Movistar) e Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), protagonisti a Dwars Door Vlaanderen e Giro delle Fiandre, così come non ci sono corridori che sono anche saliti sul podio di alcune corse come Lukasz Wisniowski (Sky), Elia Viviani (Quick-Step Floors) e Silvan Dillier (Ag2r La Mondiale), secondi rispettivamente a Omloop Het Nieuwsblad, Gand-Wevelgem e Parigi-Roubaix, perché sostanzialmente non avevano molto con cui mediare e quell’exploit, per quanto memorabile e di grande importanza per loro, non ha grande valore a livello statistico, né dà indicazioni su quali siano state, nel complesso, le forze in campo nelle sei settimane di corse.

Detto questo, dando una rapida occhiata alla media finale, Peter Sagan e Niki Terpstra, entrambi vincitori di una monumento e di un’altra corsa nei giorni precedenti, spiccano con un voto complessivo di 8. Alle loro spalle molte nuove leve come Mads Pedersen (Trek-Segafredo), Michael Valgren (Astana), Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Mike Teunissen (Team Sunweb) e Nils Politt (Katusha-Alpecin) si issano in mezzo, spesso davanti, ad altri grandi campioni affermati come Philippe Gilbert (Quick-Step Floors) e Sep Vanmarcke (EF-Drapac), con i quali completano questa virtualissima top10.

Non è una sorpresa notare che l’unica squadra ad avere due uomini nei primi dieci è la Quick-Step Floors, che piazza subito dietro anche Zdenek Stybar e Yves Lampaert, così come non sorprende che, alla fine dei giochi, l’altra squadra ad avere più corridori nelle posizioni alte è la Bora-hansgrohe, con i discreti Marcus Burghardt e Daniel Oss che hanno saputo dare un contributo importante al proprio capitano in più di una occasione.

Tra le delusioni, anche qui la matematica sembra essere abbastanza in linea con il pensiero comune. Vi troviamo infatti Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), Ian Stannard (Sky), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), e John Degenkolb (Trek-Segafredo), corridori che non hanno saputo mai lasciare il segno in questo mese abbondante di corse, se non con qualche sporadica prestazione che non può certamente bastare a salvarne il bilancio complessivo.

Nella tabella che segue non abbiamo indicato le assenze, ma tutti i corridori selezionati hanno partecipato ad almeno tre corse, anche se eventualmente il loro voto non è stato inserito in quanto, quel giorno, o perché il percorso non era a loro adatto o perché la (s)fortuna non gli ha dato modo di esprimersi, abbiamo ritenuto giusto il più classico dei sv.

Pagelle Pavé 2018

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