Giro delle Fiandre 2026, Matteo Trentin: “La corsa vera inizia dopo la prima scalata del Kwaremont, da lì può succedere di tutto – Penso di poter entrare nei primi 10”

Matteo Trentin per un risultato al Giro delle Fiandre 2026. Il portacolori della Tudor Pro Cycling si presenta al via della Ronde forte della sua esperienza su ogni tipo di terreno e di una profonda conoscenza del percorso e delle sue insidie. Il 36enne trentino è alla sua 14esima partecipazione al Fiandre e nel 2023 è già riuscito a centrare un ottimo decimo posto. Anche quest’anno parte con la consapevolezza che sfidare i grandi favoriti sarà complicato, ma con l’idea che, correndo nel modo giusto, il “resto del gruppo” possa avere qualche occasione per limitarli.

“Una delle corse migliori dell’anno per me. Siamo di nuovo qui ad Anversa, con una corsa ancor più lunga del normale. Vedremo come andrà – ha dichiarato alla partenza Trentin ai nostri microfoni – Penso che avremo 3-4 ore di tempo per far crescere la tensione. Ci sarà vento frontale nella prima parte, ma sappiamo tutti che il vero Fiandre inizia dopo la prima scalata del Quaremont. E da lì manca ancora molto, può succedere di tutto e bisogna essere pronti ad adattarsi a tutto”.

Ripensando alla tattica utilizzata nel 2023, quando colse la top10, ammette che potrebbe essere la volta buona per replicare: “Miglior scenario per me è riuscire ad anticipare, come ho fatto nel 2023, poi i grandi favoriti arrivano dopo, nell’ultimo giro. Ha funzionato una volta e poi mai più, ma vedremo, chissà che non possa essere l’anno buono”.

Riferendosi poi al trio di campioni, Tadej Pogačar, Mathieu van der Poel e Wout van Aert, ha ammesso la loro superiorità “sulla corta” ma ha anche lasciato aperta la possibilità di qualche mossa intelligente del gruppo che potrebbe cambiare la situazione: “Onestamente, quei tre sono di un altro livello rispetto a chiunque altro. Lo abbiamo visto in ogni corsa che abbiamo fatto sinora, dobbiamo giocarcela in modo intelligente e nelle ultime corse il gruppo è stato furbo. Non posso dire che li abbiamo battuti in intelligenza, ma in qualche modo siamo riusciti a limitarli”.

Il quarto uomo da tenere in considerazione è Remco Evenepoel. Tuttavia, l’esperto corridore della Tudor Pro Cycling sa bene quanto l’esperienza in queste corse sia determinante e, trattandosi dell’esordio del belga al Fiandre, lascia qualche dubbio sul possibile andamento della sua corsa. “Remco sarà quello che oggi può sorprendere (usa il termine inglese ‘dark horse’ – ndr). Vedremo, non ha mai corso alcuna Classica del Nord e questa è speciale. Ero in squadra con Tadej quando ha deciso di fare queste corse e il primo giorno era sorpreso da come questa si sviluppava rispetto alle altre. Remco, da belga, saprà qualcosa in più di quel che sapeva Tadej all’epoca. Ma vedremo come se la vorrà giocare, sarà interessante”.

Trentin non guarda solo agli altri, ma ha anche ambizioni personali di un certo rilievo: “Penso di poter entrare nella Top10 – l’auspicio del corridore italiano – Se riuscirò a farlo sarà un buon risultato. Poi ogni piazzamento migliore mi renderà un po’ più felice”.

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