Tour of the Alps 2026, gioia infinita per Lennart Jasch: “Non riesco a crederci, sono travolto dalle emozioni”

Lennart Jasch si è regalato un sogno quest’oggi al Tour of the Alps 2026. Entrato nella fuga del mattino, il corridore della Tudor Pro Cycling è riuscito a resistere al ritorno del gruppo, vincendo sul traguardo di Trento. Un risultato inaspettato per un corridore che, fino a qualche anno fa, praticava a livello professionistico il pattinaggio di velocità e solo negli ultimi tempi si è avvicinato al ciclismo. Tra l’altro il suo nome non figura nell’organico principale della squadra svizzera, poiché lui ufficialmente fa parte del gruppo continental. “Non riesco a crederci. Sono travolto dalle emozioni – racconta commosso dopo il traguardo – Sono venuto qui per aiutare Storer a vincere e invece sono qui a rispondere alle vostre domande. È stata una giornata incredibile”.

Jasch ha provato in tutti i modi a inserirsi nell’azione buona ed è stato abile nella gestione delle forze. Malgrado con lui ci fossero atleti di calibro, è stato il più lucido nei chilometri finali. “Già quando ero in fuga sentivo che poteva essere il giorno più bello della mia vita – prosegue – Ho continuato a crederci e ho fatto tutto quel che potevo per arrivare in fondo. È stata una giornata meravigliosa“.

Dopo la premiazione, il tedesco ha aggiunto ai nostri microfoni: “È stata una giornata incredibile. Quando mi sono svegliato stamattina mi sentivo come gli altri giorni, poi abbiamo iniziato la tappa e gli altri continuavano ad attaccare e a tenere un ritmo alto, ma le gambe giravano benissimo, quindi ho seguito gli attacchi. Poi in salita guardavo il computerino e vedevo dei valori di watt altissimi, ma avevo ottime sensazioni. A quel punto ho deciso di fare un tentativo. Poi ci ho solo creduto fino alla fine. Mi sono accorto piuttosto presto di essere il più forte, oggi, nel gruppo di testa. Ho messo tutto quello che avevo in questi due attacchi ed è andata bene. Sono felicissimo e non ci possono ancora credere”.

Lennart Jasch ha poi parlato dei suoi due attacchi e della decisione di non andare fino in fondo con la prima azione: “Devo rivelare le tattiche ora? (ride, ndr). Mi sono fatto riprendere apposta, perché mi sentivo piuttosto bene ma fare 45 km da solo era davvero impegnativo. Volevo soltanto testare le gambe di tutti e ho visto che ero il più forte. Questo mi ha dato ancora più fiducia. Ho aspettato la nuova salita, avevo questa fiducia di essere il più forte, di poterci credere. Dovevo solo crederci e mettere tutta la mia energia sui pedali, a prescindere da cosa sarebbe successo. Questa era la strategia dietro l’essere ripreso dopo il primo attacco (ride, ndr)”.

Ho realizzato che avrei vinto soltanto all’ultima curva – ha poi concluso – Fino a quel momento ero davvero dubbioso, sentivo molto dolore. Stavo solo cercando di rimanere positivo, dalla radio ricevevo tanti incitamenti da Toso (Tosatto, il d.s. della Tudor, ndr). Sentivo che continuavano ad avvicinarsi, io continuavo a spingere a testa bassa. Ma quando si avvicinano, inizi a pensare ‘Mi prenderanno o no?’. All’ultima curva, mi sono guardato dietro e non ho visto nessuno. A quel punto mancavano soltanto poche centinaia di metri, quindi sapevo che ce l’avrei fatta”. Ci sono delle giornate che possono cambiare una carriera. Forse Jasch ha appena centrato la vittoria che può fargli fare un salto di qualità nella sua giovane carriera.

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