© Tom Stiehl

Giro delle Fiandre 2019, Van Avermaet: “Il mio lavoro non è portare gente più veloce di me in volata”

Il decimo posto al Giro delle Fiandre 2019 non può accontentare del tutto Greg Van Avermaet. Il capitano del CCC Racing Team è stato un grande protagonista della classica monumento belga, mettendosi davanti in quasi tutti i muri decisivi della competizione. Il suo ritmo tuttavia non è bastato per operare una grande selezione, con una quindicina di corridori che sono riusciti a rientrare a seguito dello scollinamento sul Paterberg. Incapace di seguire l’attacco decisivo di Alberto Bettiol (EF Education First), il campione olimpico ha provato un paio di allunghi nel tratto in pianura, senza tuttavia fare la differenza e venendo presto riassorbito. La sua decisione è stata poi evitare di tirare a testa bassa per riprendere il fuggitivo, consapevole di avere poche chance di imporsi in volata su avversari come Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e Mathieu Van der Poel (Corendon-Circus).

Il belga ha commentato la sua ottima condizione nella giornata di ieri: “Mi sentivo piuttosto bene. Ero contento della mia forma e penso si sia visto sui muri, ero sempre con i migliori. Ho provato a fare la differenza e ho fatto del mio meglio per rendere la corsa più dura, ma non ci sono stati distacchi sufficienti, soprattutto sul Paterberg. Speravo di inseguire Bettiol con un forte gruppo di corridori per chiudere il gap. Ma quando arrivi in cima con 15 corridori, alcuni dei quali veloci, è molto difficile lavorare insieme per riprendere Bettiol”.

Van Avermaet ha poi specificato in maniera piuttosto polemica il motivo del mancato accordo nel gruppo: “Sapevo che se fossi andato al massimo mi sarei portato dietro molti corridori veloci, che non hanno tirato per tutto il giorno. Non è il mio lavoro portarli alla linea del traguardo e lasciarli vincere il Fiandre. Ho provato a fare del mio meglio e fare una buona corsa, ma non era per il primo posto”.

Il corridore della CCC ha infine ricostruito la giornata: “La corsa si è accesa abbastanza presto dopo il Muur van Geraardsbergen, e pensavo fosse una cosa buona per me perché ero nel primo gruppo. Tuttavia ho dovuto spendere alcune energie ed è stato inutile. Un grosso gruppo è rientrato, poi dal secondo passaggio sul Kwaremont è stata dura, come sempre. Era molto difficile fare un grosso gap sugli altri muri. Penso che molti corridori siano allo stesso livello. Forse avrei risparmiato più energie dopo il Muur, se avessi saputo come sarebbe andata a finire, ma ho corso il finale come avrei voluto”.

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