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CCC, Alessandro De Marchi quasi investito in allenamento si sfoga su Facebook: “Sono stufo”

Alessandro De Marchi sbotta contro i pirati della strada. Il corridore della CCC in un lungo post su Facebook ha raccontato di essere stato quasi investito questa mattina mentre si allenava sulle strade di Buja, la sua città. Il classe ’86 nel suo sfogo racconta di essere stato superato, mentre occupava la destra della carreggiata, a velocità tripla da un automobile che l’ha sfiorato, mettendone a repentaglio la salute. Il friulano, reduce peraltro da un brutto infortunio al Tour de France e da poco tornato in sella, ha dichiarato di aver inveito contro l’automobilista e poi essere riuscito a parlarci, grazie all’intervento e alla solidarietà di un altro automobilista, senza però riuscire ad ottenere una dialogo costruttivo.

Infine, il corridore azzurro ha voluto lanciare un appello a tutti gli automobilisti non rispettosi dei ciclisti: “Davvero merito di morire perché vi ho momentaneamente ostacolato?”, prima di invitarli alla riflessione: “Riflettete: potete uccidere con un’auto! E non ucciderete un semplice ciclista : ucciderete un marito, una moglie, un padre o una madre, un amico. Ripeto: ucciderete”.

Di seguito il post integrale di De Marchi:

Sono stufo, letteralmente stufo e con i nervi a fior di pelle.
Ho ancora male alla gola dal troppo urlare e inveire contro l’ennesimo automobilista durante l’ennesimo “quasi incidente” in cui sono stato coinvolto oggi. Non ce la faccio più.

Mattina di oggi, domenica 17 novembre, qualche minuto alle 10.
Parto da casa come ogni giorno e mi dirigo verso il centro di Buja, salendo verso la salita di “tonino 2” come è conosciuta qui.
Salgo piano, sulla dx , senza intralciare. Circa a metà di questa percepisco prima il rumore di un auto e poi la sensazione di “sfioro” sul mio gomito e mano sx. L’auto, una grossa audi, mi passa, al triplo della mia velocità, sfiorandomi per una questione di cm, ripeto CENTIMETRI.
Mi sbilancio, finisco sul marciapiede basso che segue la salita e con tutta la mia voce inveisco contro l’automobilista.
Lo stesso viene fatto dall’auto che lo segue, una piccola jeep blu, che, avendo visto tutta la scena, a forza di clacson lo fa accostare . Da lontano vedo che l’automobilista della jeep discute con l’altro. Arrivo sul posto che l’audi è ancora ferma, gli grido che ha rischiato di ammazzarmi e mi viene risposto : “ Non ti ho mica toccato, vai a cagare !!!”
Allibito non faccio in tempo nemmeno a replicare, che questo riparte sgommando.
Riparte sgommando per fermarsi 200m dopo di fronte ad un’edicola! Arrivo giusto per fare la foto a targa, auto e guidatore (mentre scende per andare all’edicola ) e sentirmi ancora maledire dal soggetto.

Caro automobilista ignorante, riguarda bene la mia faccia qui sotto nella foto, riguarda la faccia di quello che stavi quasi per ammazzare stamattina .

Perché si, caro automobilista ignorante, il “toccarmi” di cui parlavi, nella migliore delle ipotesi mi avrebbe mandato dritto all’ospedale o su una carrozzina, nella peggiore dritto in una bara!

Caro automobilista ignorante, oggi, con la tua bella Audi A6 grigia metallizzata, mi hai quasi ammazzato … per arrivare prima all’edicola!

Caro automobilista ignorante ti odio con tutto me stesso e spero che tu legga queste righe o che qualcuno ricordando la tua auto pensi a te e te le faccia vedere.

Al contrario, automobilista della jeep blu ti ringrazio per avermi mostrato solidarietà e avermi dato una mano. Se leggerai questo messaggio, o qualcuno che ti conosce riconoscerà la tua Jeep ( una specie di Suzuki blu credo ) contattami per favore.

Finisco.
Automobilisti in generale: merito tutto questo ? Davvero merito di rischiare la pelle per il semplice fatto di pedalare su di una strada troppo stretta o troppo trafficata? O perché mi sono spostato troppo in mezzo alla careggiata e vi ho fatto rallentare ? Davvero merito di morire perché vi ho momentaneamente ostacolato?

Riflettete: potete uccidere con un’auto! E non ucciderete un semplice ciclista : ucciderete un marito, una moglie, un padre o una madre, un amico.
Ripeto: ucciderete.

Sono stufo, letteralmente stufo e con i nervi a fior di pelle.Ho ancora male alla gola dal troppo urlare e inveire…

Publiée par Alessandro De Marchi "Il Rosso di Buja" sur Dimanche 17 novembre 2019

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2 commenti

  1. La mia piena solidearita’ da un semplice cicloamatore che sfortunatamente 25 anni or sono ha subito un fatto del genere con conseguenze piu’ dramattiche con diverse vertebre lesionate essendo stato colpito nel galletto della ruota posteriore facendomi volare in aria e facendogli scoppiare la gomma anteriore DX della sua Mercedes 150 giorni di GESSO e damigiane ( NON FIALE di TORADOL ) che ancora uso all ‘occorrenza .

  2. Cari cicloturisti,professionisti,caro De Marchi

    La convivenza con i motorizzati ed i loro autoveicoli, è IMPOSSIBILE per la diversa natura dei mezzi,notoriamente piu’ pesanti e veloci.Se poi ci si mettono la distrazione e la guida spesso alterata, si comprendono i 254 ciclisti morti ed i 16.413 feriti(ACI Istat 2017).Gli agonisti rischiano molto di piu’ per la frequenza degli allenamenti in mezzo alle auto e la velocita’ piu’ elevata per simulare le fasi di gara.
    Eppure i ciclisti sono utenze deboli,lo dice il CdS art.3 comma 53bis.A torto o a ragione sono i piu’ vulnerabili della strada,molto di piu’ dei pedoni che hanno frequenti marciapiedi mentre i ciclisti,rare PC in citta,rarissime ciclovie ben protette fuori.Per realizzare le piste ciclabili ci vogliono riunioni estenuanti con politici,comitati di quartiere e tanti soldi.Pensate,non si costruiscono le piste ciclabili nemmeno in occasione di nuove strade(legge 285 CdS e legge 366 ).
    Cosa fare?L’ideale sono le CICLOVIE SEPARATE dalla viabilita’ ordinaria ed i CICLODROMI per i piu’ giovani.Su questo fronte non bisogna mai mollare, vero FCI?
    L’attuale realta’ è invece drammatica!
    L’articolo 143 del CdS intima i ciclisti a tenere la destra ovvero pedalare all’inferno,viste le buche e la trascuratezza della banchina.L’Articolo 182 lo obbliga a procedere uno dietro l’altro e se ci sono le piste ciclabili bisogna usarle.In sintesi,ciclisti,basta con la bicicletta perche’ gli utenti motorizzati non vi sopportano,siete semplicemente delle mosche.
    A questo stato delle cose bisogna opporsi con forza ,sottolineando il diritto del ciclista ad avere lo spazio ben identificato su tutte le strade,anche se strette 7 mt. come gia’ avviene in Olanda,in Germania,in Svizzera.L’ho chiamata “CORSIA DI RISPETTO ” in occasione della richiesta all’ex Ministro Del Rio ed al Senatore Nencini.In sisntesi ,cos’è questo valido passo in avanti sul fronte della sicurezza stradale?
    E’una BIKE LANE semplice o colorata,soprattutto economica e capillare,in cui il ciclista è protetto dalla legge.”I motorizzati,possono invaderla solo in assenza del ciclista”.Inoltre,tale corsia,è sempre piu’ delimitata esternamente dalla BANDA RUMOROSA con i catarinfrangenti che con la distrazione imperante causa l’uso incivile dello smart phone,rappresenta un vero salvavita.Naturalmente,tale corsia, necessita di uno spazio ben LISCIATO,ovvero,un passo decisivo sul fronte della sicurezza del ciclista.Nel 2016,ho visto i ciclisti della Lampre in assetto Crono,allenarsi ad una certa velocita’ in questo spazio.

    Gianfranco Di Pretoro

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