© Bora - hansgrohe

Bora-hansgrohe, Rafał Majka vuole lasciare il segno in Italia: “Punto al Giro, alla Tirreno-Adriatico e al Lombardia”

Rafał Majka ha in testa una ripresa ricca di gare. E di grandi obiettivi. Il polacco della Bora-hansgrohe arriva da un 2019 in cui ha fatto il bis di sesti posti fra Giro d’Italia e Vuelta a España e in questo particolare 2020 sembra volere di più. Nel suo programma spicca la Corsa Rosa, che affronterà con un compagno di squadra d’eccezione, vista la presenza in Italia di Peter Sagan. Non solo Giro, però, visto che Majka ha adocchiato altri traguardi di alto livello. Per il corridore di Zegartowice, 30 anni e tanti piazzamenti, è forse arrivata la stagione della definitiva consacrazione?

“Il Giro d’Italia? Al momento non ci sto pensando – le parole di Majka a Rowery – Penso alle prime gare che ho in agenda, quindi la Vuelta Burgos (28 luglio – 1 agosto) e poi il Giro di Polonia (che comincerà il 5 agosto). Non mi concentro solo sulla Corsa Rosa, ma su tutto quel che ho davanti in questa stagione. Non è il caso di aspettare, c’è un calendario di soli tre mesi: bisogna dare sempre il massimo.

Dopo la corsa di casa, peraltro, il polacco farà rotta verso l’Italia, dove sarà fra i partenti de Il Lombardia, che al momento è l’unica Monumento nel suo calendario. In passato Majka è stato terzo (2013) e settimo (2018) alla Corsa delle foglie morte (che, per ovvi motivi, quest’anno non lo sarà, visto che si correrà a Ferragosto): “Se sarò in buone condizione, punto a chiudere il Lombardia nelle prime posizioni. Tutti vogliono un posto sul podio nelle Grandi classiche, vedremo. Cercherò di valutare le mie condizioni subito dopo le prime corse”. Poi, sarà Tirreno-Adriatico (7-13 settembre), altra corsa in cui Majka ha già raccolto piazzamenti (tre volte fra i primi 10 della generale nelle passate edizioni): “Chiaro che voglio migliorare questi risultati. Punto a dare il massimo e vedrò alla fine cosa sarò stato in grado di fare”.

Stesso ragionamento alla base della partecipazione al Giro d’Italia? “Alla Corsa Rosa ho fatto un quinto, due sesti e un settimo posto. Ora devo sicuramente rischiare di più. Se non rischi, non puoi pensare di stappare lo spumante all’arrivo. Non potrò permettermi di aspettare troppo, perché se non rischio sarò sempre piazzato. Ma le carriere cambiano con le vittorie”. La presenza di Sagan cambierà qualcosa? “Penso che sia meglio per tutta la squadra. È evidente che Peter combatterà per le vittorie di tappa e questo ci porterà a stare davanti, anche nelle frazioni di pianura. Così, non tenderà a stare nelle parti dietro del gruppo, dove magari può capitarti un incidente”.

Il polacco parla anche del suo futuro, al momento sospeso, visto che il contratto con la Bora-hansgrohe scade a fine anno: “Non sono preoccupato. Finché starò bene e non sarò troppo vecchio, voglio continuare a correre ad alto livello. E se le mie condizioni lo permetteranno, voglio migliorare i miei risultati”. In carriera Majka ha portato a termine 14 Grandi Giri, di cui sei conclusi fra i primi 10 (ma con un solo podio, il terzo posto alla Vuelta 2015).

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