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Ag2r La Mondiale, Bardet: “La possibilità di fare il Giro 2020 è concreta. Ora penso al ciclocross”

Romain Bardet inizia a pensare ad un riscatto nel 2020. Il ciclista francese è uno dei più delusi da questa stagione, in cui non è riuscito a fare classifica al Tour de France 2019 né a vincere una tappa, dovendosi accontentare della maglia a pois come miglior scalatore. Terminata la Grande Boucle, il capitano dell’Ag2r La Mondiale ha deciso di concludere la propria stagione senza più appendere il dorsale sulla schiena, desideroso di recuperare energie fisiche e mentali. Per il 2020 il suo programma corse potrebbe cambiare in maniera evidente, con l’inserimento di un secondo GT (Giro d’Italia?) su cui puntare fortemente, oltre alla partecipazione a olimpiadi e mondiali.

Non sono mai stato così motivato a ottobre” ha dichiarato lo scalatore a Cyclingnews: “Ci sono volute due o tre settimane per superare la delusione del Tour. Non mi sarei mai aspettato una stagione così difficile, così lontana dalle mie aspettative. Fino a quel punto la mia crescita era stata più o meno lineare, con ogni anno leggermente migliore del precedente. Mi sentivo stanco e deluso, ma il mio morale non era così basso. Amo profondamente lo sport e non ho mai perso fede nella mia possibilità di farcela“.

L’argento mondiale a Innsbruck 2018 ha spiegato la sua scelta di terminare la propria stagione dopo il Tour: “Nel finale di stagione non ho voluto correre perché non volevo presentarmi al via giusto per fare presenza. Se vado a una corsa, lo faccio per essere competitivo. Alcuni corridori dopo il Tour possono non aver finito la loro stagione, ma hanno chiuso intorno alla 50.ma posizione nelle corse. Non è ciò che voglio fare. Per me è stato logico fermarmi e rivitalizzarmi. Ora mi sento fresco, pronto per iniziare la prossima stagione. Non vedo l’ora di viaggiare in Australia per la prima corsa. È un lusso avere una vera pausa; di solito ho solo tre o quattro settimane di riposo, stavolta ho avuto quasi due mesi senza bicicletta”.

Bardet ha poi spiegato il suo nuovo programma invernale, che comprende pista e ciclocross: “Ho ripreso a correre a inizio ottobre, quindi ho avuto molto tempo per lavorare. Sto facendo alcune corse su pista, poi farò ciclocross a novembre. L’ho sempre amato e ne ho fatto un po’ a basso livello, ma spero di riscoprire la mia vena da ciclocrossista. Questo è ciò che mi è mancato quest’anno. Non ero molto lontano dalla media, ma non ero in grado di accelerare, e non puoi vincere così. Devo trovare il modo per ritrovare il mio spunto. Quest’anno ho imparato molto. Per continuare a migliorare nel ciclismo devi sapere come reinventarti. Fare esattamente la stessa cosa anno dopo anni non porta necessariamente a un miglioramento“.

Il francese invece ammette di poter scegliere di venire in Italia a maggio: “C’è una concreta possibilità che io vada al Giro. Sono curioso di sapere cosa posso fare in un Grand Tour diverso dal Tour de France. Di certo al Giro ci sono tanti chilometri a cronometro, ma per me non è un problema. Ce n’erano tanti anche quest’anno e Carapaz, che non è un cronoman, ha vinto. Il fatto è che il Giro è molto più aperto del Tour. È da tre o quattro anni che mi sento dire «Quest’anno il percorso del Tour è fatto per te». Non funziona sempre così. Per il resto voglio fare olimpiadi e mondiali, e vorrei correre due dei tre Grand Tour. Penso che con un calendario ben bilanciato possa fare entrambe le cose”.

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