© ASO/Bruno BADE

Tour de France 2018, Bardet: “E’ un Tour imprevedibile”

Romain Bardet si esprime sul percorso del Tour de France 2018. Sul podio nelle ultime due edizioni, il ventisettenne proverà l’anno prossimo a salire sull’unico gradino che manca ancora al suo palmares, il primo. Il capitano della Ag2r La Mondiale si mostra allo stesso tempo motivato e preoccupato per il tracciato, valutato come impegnativo. Ai microfoni de L’Equipe il francese si sbilancia e traccia un giudizio sulla Grande Boucle 2018, con la prima settimana di corsa che viene vista come un momento chiave della gara, dove la corsa potrà decidersi anche senza montagne.

Durante prima settimana non bisogna perdere tempo e si vedrà chi dei favoriti può lottare per la vittoria – esordisce Bardet – Ci sono molti tratti inediti, brevi salite, strade strette, nuovi posti. È un Tour difficile da prevedere e spero di poterne approfittare”, commenta il corridore transalpino, consapevole di quanto sarà prezioso anche il supporto della squadra nelle prime fasi di una corsa in cui dovrà difendersi.

Il momento chiave dei primi 9 giorni di corsa è senza dubbio la tappa che in molti considerano una piccola Parigi – Roubaix. Ancor più del fondo stradale, secondo Bardet sono le condizioni climatiche a poter mescolare le carte in gioco. “Sarà una tappa chiave, ma dipende anche dal clima – dettaglia – Con l’asciutto la strada è più scorrevole. Questa tappa può far perdere molto tempo e alcuni corridori potrebbero trarne beneficio e prendere un grande vantaggio. Per me, il vincitore del Tour de France deve sapersi avvantaggiare in questa occasione, dimostrando di essere competitivo su ogni superficie”, analizzando con precisione e lucidità la frazione.

La grande abbondanza di salite non può far altro che far sorridere il nativo di Brioude e, fra le tante, non mancano le frazioni d’alta montagna con l’arrivo posto dopo una discesa, specialità in cui il francese brilla. Sotto la lente d’ingrandimento di Bardet finisce la diciassettesima tappa, 65 chilometri, oltre la metà di questi in ascesa. “Con 40 km di salita, questa tappa impegna i contendenti sin dal chilometro zero. La forza del collettivo verrà meno e, con il grande dislivello abbinato alla breve distanza, ci possono essere sorprese significative” è il punto di vista del transalpino.


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