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Vuelta a España 2018, Top/Flop del giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2018.

TOP

Elia Viviani (Quick-Step Floors): Negli ultimi 1000 metri gli basta un solo compagno di squadra per vincere per manifesta superiorità. Ben pilotato da Mørkøv fino ai -300, quando apre il gas fornisce l’ennesima prova di forza incontrastabile di una stagione da incorniciare. Il primo sigillo in carriera alla Vuelta arriva in maglia tricolore: cosa vuoi di più dalla vita?

Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo): Gli va riconosciuto il merito di essere stato l’unico a provare a sottrarsi a un finale annunciato. Su Viviani gioca d’anticipo, ma capisce subito che l’azzardo non lo porterà al risultato pieno. Si accomoda su una piazza d’onore molto meno scomoda di tante conosciute in passato e che rappresenta un buon viatico per una corsa da protagonista.

Alejandro Valverde (Movistar): Vederlo sgomitare con i velocisti fino a 500 metri dall’arrivo, alla veneranda età di 38 anni e con un successo fresco fresco nel taschino, è uno spot per l’intero movimento. Soltanto quando gli sprinter puri iniziano ad allargare sensibilmente i gomiti è costretto a tirare i freni. E a rimandare – almeno fino a domani – i propositi di golpe in classifica generale.

FLOP

Danny Van Poppel (LottoNL-Jumbo): Negli ultimi chilometri il giallo e il nero rappresentano i colori dominanti in testa al gruppo. Peccato che quando i compagni smettano di lavorare (in maniera confusa ma redditizia) al velocista olandese manchino le gambe. Il sesto posto è un piazzamento che poco o nulla aggiunge alla stagione e alla carriera.

Max Walscheid (Team Sunweb): Sembra presentarsi al viaggio last minute in Spagna, in sostituzione dell’ammaccato Phil Bauhaus, con lo stesso spirito di un villeggiante qualsiasi. Il primo arrivo adatto alle sue caratteristiche di sprinter lo vive infatti da spettatore, venendo a conoscenza del risultato finale con un jet-lag di quasi 9 minuti. Rimandato.

Daniel Martin (UAE Team Emirates): Un minutino ieri e poco più di quattro oggi per uscire subito di classifica. Le prime tappe di montagna aiuteranno a decifrare quanto sia una scelta, per poter magari puntare ai successi di tappa qualora Fabio Aru non dovesse avere particolare bisogno dei suoi servigi, o se le energie si siano esaurite a Parigi un mese fa.

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