Alejandro Valverde, il ruolo da CT della Spagna: “Rinuncerei a qualche medaglia mondiale pur di conquistare un oro dall’ammiraglia. Pogačar? È battibile, è un essere umano”

Lo sguardo di Alejandro Valverde su alcuni temi del ciclismo attuale nel suo ruolo di commissario tecnico della nazionale spagnola. Il classe 1980, autore di una carriera ricca di successi tra cui il Mondiale, la Vuelta a España e la Liegi-Bastogne-Liegi, oltre a numerose altre vittorie di prestigio, ha concluso la sua splendida carriera all’età di 42 anni. Valverde non ha abbandonato il mondo del ciclismo, ma continua a viverlo in un’altra veste, quella di commissario tecnico della nazionale spagnola. Lo spagnolo, in un’intervista concessa a MARCA in occasione dei Campionati nazionali spagnoli, ha analizzato gli obiettivi della nazionale spagnola in vista dei Mondiali, i suoi obiettivi da CT, riservando anche un commento su Tadej Pogačar.

Alla domanda di come si potrebbe battere un campione come Pogačar in un Mondiale o in una grande classica, Valverde ha dichiarato: “È chiaro che è battibile, ma è anche vero che, quando è al suo massimo livello e non ha alcun imprevisto, è molto difficile riuscire a batterlo. Si può battere? Alla fine è un essere umano e può avere giornate negative. È in quei momenti che l’altro corridore deve cercare di batterlo. Al Tour vedremo se Vingegaard sta recuperando quella condizione che aveva quando era al cento per cento, e vedremo fin dove potrà arrivare Paul Seixas, ma senza alcuna pressione, naturalmente. Vedremo, godiamoci lo spettacolo”.

In vista dei Mondiali, il punto di riferimento della Spagna dovrebbe essere Juan Ayuso. “Per il momento sì. Credo che tutto ruoti attorno ad Ayuso – ha spiegato l’ex campione del mondo -Anche lui è molto concentrato sul Mondiale, credo che sia una corsa che gli si adatta molto bene e lui stesso sa che gli si addice. Infatti correrà prima alcune classiche e sarà già presente a Montréal. Credo che metteremo insieme una grande nazionale, come abbiamo fatto l’anno scorso, e ci giocheremo le nostre carte”.

Il ruolo dall’ammiraglia è ben diverso da quello vissuto in sella alla bicicletta, ma Valverde rinuncerebbe a una delle sue medaglie mondiali non d’oro pur di conquistarne una d’oro da commissario tecnico. “Bella domanda. Le medaglie stanno bene dove sono, ma conquistare una medaglia d’oro da commissario tecnico è davvero qualcosa di speciale. Forse ti direi: ‘Beh, sì, a qualcuna rinuncerei’”, ha concluso.

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