Pagelle Dwars door Vlaanderen 2026: Ganna più forte della sfortuna, Van Aert con il cuore ma ancora beffato – Red Bull presente in tutte le azioni, i velocisti con le polveri bagnate nel finale
Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), 10: A un certo punto sembrava essere la giornata dove tutto va storto, ma oggi il verbanese aveva le gambe da “Top Ganna” e, nonostante una foratura e la successiva rottura del manubrio proprio nel momento dell’attacco di Van Aert, è riuscito nel finale a compiere un vero capolavoro. Insegue, ricuce, attacca e non si dà mai per vinto, in particolare negli ultimi chilometri, quando, pur con il fiato sul collo del gruppo, spinge fino in fondo, mette nel mirino Van Aert e, con le ultime energie, lo infila proprio nelle ultime centinaia di metri, andando a conquistare la sua prima vittoria in una classica.
Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike), 9,5: Anche oggi dà tutto e ci mette come sempre il cuore, oltre che delle gran gambe che fan ben sperare per Fiandre e Roubaix, ma anche oggi trova qualcuno di più forte che lo batte e lo priva di quella che sarebbe stata una meritata vittoria. Vista la quasi assenza di muri nel finale, il belga ci prova giustamente da lontano, ai -40 dalla conclusione, raggiunge gli attaccanti e ovviamente poi si incarica del grosso del lavoro, anche se Grégoire e Larsen non fanno mancare il loro contribuito. Resta poi da solo negli ultimi dieci chilometri e questa volta sembra avere abbastanza margine (anche grazie al bel lavoro da stopper di Per Strand Hagenes, voto 7) per riuscire a tagliare per primo il traguardo, ma da dietro infine rimontano e un super Ganna lo salta a doppia velocità proprio negli ultimi 100 metri. Secondo, quindi, proprio come un anno fa: ma, nonostante questa nuova beffa, è sicuramente un secondo posto dal sapore diverso.
Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility), 8: Il norvegese sale sul terzo gradino del podio e ha ben poco da rammaricarsi visto chi gli arriva davanti. Come ammesso dopo l’arrivo, in salita ha faticato e per questo ha scelto di andare del proprio passo, riuscendo comunque a restare in gruppo e a risparmiare energie per lo sprint finale, dove si mette alle spalle tutti quanti battendo una compagnia di velocisti di qualità.
Red Bull-Bora-hansgrohe, 7,5: Probabilmente, la squadra che oggi ha corso meglio. Presente in praticamente tutte le azioni, in particolare con i gemelli Mick e Tim Van Dijke (voto 7,5 a entrambi) e con Gianni Vermeersch (voto 6,5, unico a provare – e quasi riuscire – a seguire Van Aert), la formazione tedesca conferma quest’anno di star affrontando le classiche del Nord con un piglio diverso e con la voglia di essere sempre protagonisti. Alla fine raccolgono meno di quanto meritino, anche se il quinto posto di Laurence Pithie (voto 7) non è sicuramente da buttare.
Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets), 7,5: Bravo ad anticipare assieme a Grégoire e Gachignard a poco più di 50 chilometri dal traguardo, è ancor più bravo quando, forse un po’ a sorpresa, è l’unico a resistere alle accelerate di Van Aert. Nel finale riesce anche a dare qualche cambio al belga prima di venire da lui staccato dentro gli ultimi 10 chilometri ed essere riassorbito dal gruppo, ma la prestazione resta certamente più che positiva.
Biniam Girmay (NSN Cycling Team), 7: Come alla In Flanders Fields, l’eritreo riesce a sopravvivere molto bene ai vari muri, ma a differenza della gara di domenica scorsa fa anche una bella volata, venendo superato solo da Wærenskjold. Conclude quindi ai piedi del podio, ma è un piazzamento importante per sé e per la squadra.
Alberto Bettiol (XDS Astana), 6,5: Dopo essere rimasto un po’ nell’ombra in questo inizio di stagione, l’ex campione italiano si rivede nelle prime posizioni. Non tanto nell’ordine d’arrivo (chiude 36°), quanto in alcuni momenti della corsa, inserendosi in un paio di azioni e mostrando una condizione in crescita.
Mads Pedersen (Lidl-Trek), 6,5: Pur non ancora al meglio, il danese è spesso presente nelle prime posizioni del gruppo nei momenti chiave e si fa vedere in qualche accelerazione. Non ne ha però per andare dietro a Van Aert o a Ganna, ammettendo che, per via dei problemi delle scorse settimane, gli manca ancora qualcosa, ma alla fine centra comunque una buona top-10.
Romain Grégoire (Groupama-FDJ United), 6: Ci prova da lontano assieme a Gachignard e a Larsen, ma forse spende un po’ troppo e a poco più di 20 chilometri dal traguardo non riesce più a seguire il danese e Van Aert. Forse ha peccato di un po’ di inesperienza in questo tipo di gare, che quest’anno sta affrontando per la prima volta in carriera.
Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG), 6: Anche oggi è tra i più attivi, ma probabilmente ha un po’ risentito di una settimana corsa a tutta e nel finale sono mancate le energie, non riuscendo più a seguire il treno Ganna nell’ultimo chilometro.
Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), 5,5: Come alla In Flanders Fields di domenica il belga si nasconde molto bene e riesce a superare brillantemente le varie asperità, ma questa volta arriva alla volata con le polveri bagnate, non andando più in là dell’ottavo posto.
Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM), 5: Dopo quanto fatto vedere nelle ultime settimane era tra i potenziali favoriti di giornata. Invece, dopo essere anche riuscito a restare nella prima parte del gruppo quando la corsa esplode la prima volta a un centinaio di chilometri dal traguardo, perde contatto abbastanza presto e finisce per ritirarsi.
Jonathan Milan (Lidl-Trek), 5: Lo scorso anno (ma non in questa gara) aveva dimostrato di poter far bene in quelle classiche un po’ meno dure, senza troppi muri. Quest’anno, invece, le cose stanno andando diversamente; anche oggi si stacca lontano dall’arrivo, non portando a conclusione la gara.
Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike), 4,5: Ben presente nella prima parte del gruppo quando questo si spezza a un centinaio di chilometri dal traguardo, il giovane talento britannico resiste fino ai -40 prima di perdere contatto e chiudere poi ultimo. Come alla In Flanders Fields non era il leader della squadra, ma come alla ex Gand è sembrato non avere un gran gamba. Oltre a Van Aert, fa meglio il compagno di squadra Christophe Laporte (6,5), nuovamente piazzato tra i primi.
Arnaud De Lie (Lotto Intermarché), 4,5: L’unica sua immagine è di quando perde contatto dal gruppo, quando mancano ancora molti chilometri alla conclusione, poi giunge la notizia del suo ritiro. La gara è sicuramente adatta alle sue caratteristiche, ma forse, come anche Philipsen e Andresen, ha pagato le fatiche della In Flanders Fields di domenica.
Paul Magnier (Soudal Quick-Step), 4,5: Qualche suo compagno di squadra si vede nelle prime posizioni del gruppo per aiutare a chiudere su Van Aert nel finale, ma poi in volata il francese sparisce, chiudendo con un anonimo 19° posto.
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