Giro d’Italia 2026, in casa RedBull si gioca su due fronti: “Hindley è un po’ più grande e forse anche un po’ più saggio di Pellizzari. Se avessimo fermato Giulio sul Blockhaus poteva pentirsene a vita”
In casa Red Bull – Bora – hansgrohe si prosegue con due capitani al Giro d’Italia 2026. Una scelta ben precisa sin dall’inizio che dopo il primo arrivo in salita sul Blockhaus si è ulteriormente palesata viste le strategie diverse adottate da Giulio Pellizzari e Jai Hindley. Più aggressivo il primo, che ha provato inizialmente a seguire le mosse di Jonas Vingegaard; più prudente il secondo, che invece è salito del suo passo, assieme a Ben O’Connor, riuscendo poi a raggiungere il giovane compagno e anticiparlo di pochi secondi sul traguardo. Tattiche parallele che al momento vedono il duo del team tedesco ancora sostanzialmente appaiato, entrambi in piena lotta quantomeno per il podio finale. Oggi ci sarà un nuovo arrivo in salita e una nuova opportunità di capire se le gerarchi andranno formandosi, oppure se la forza del team, da sfruttare appena possibile, sarà proprio essere in due.
Intanto, ieri si rifletteva ancora su quanto successo venerdì, con considerazioni importanti. “Penso che dipenda proprio dalle caratteristiche di questi due ragazzi. Insomma, Jai è un po’ più grande e forse anche un po’ più saggio di Giulio”, sottolineava il direttore sportivo Christian Pömer a Cyclingnews, rivendicando anche la scelta, di non lasciar Giulio Pellizzari seguire il suo istinti.
“Penso che per una squadra sia anche la cosa giusta da fare, lasciare che un giovane corridore continui a gareggiare il più lontano possibile, il più a lungo possibile, seguendo il proprio istinto – ha spiegato – Certo, se fosse rimasto prudente e avesse mantenuto il suo ritmo, forse avrebbe perso meno tempo, ma comunque noi, come squadra, pensiamo che i ragazzi debbano avere lo spazio per mettersi alla prova e testare i propri limiti […] Penso che se lo avessimo fermato, sarebbe stato un momento di cui si sarebbe pentito per tutta la vita e, alla fine, per noi è andata piuttosto bene. Ora abbiamo entrambi i ragazzi in grado di lottare per il podio, e abbiamo solo Gall in mezzo. Per noi è stata una buona giornata”.
L’obiettivo dunque chiaramente è quello di “sfruttare i punti di forza individuali di entrambi” per far valere al meglio la possibile superiorità numerica, soprattutto nei confronti dell’austriaco, che al momento viene visto come il principale rivale verso il principale obiettivo, ovvero il podio finale. “Abbiamo davvero due carte da giocare, e Jai ha dimostrato di avere ancora la stoffa, e quando dico ancora, intendo dire che ha 29 anni, quindi non è nemmeno un corridore anziano – prosegue il diesse – Questa situazione ci offre semplicemente più opzioni tattiche, in quanto si hanno sempre due carte da giocare in qualsiasi situazione, e sì, nella settima tappa non ha funzionato, ma forse funzionerà un altro giorno”.
E subito arriva una possibilità, con l’impegnativo arrivo di Corno alle Scale: “Dopo due giorni duri, soprattutto con queste condizioni meteorologiche, in una tappa pianeggiante con arrivo in salita possono verificarsi delle sorprese – analizza Pömer – Ad alcuni potrebbero semplicemente mancare le gambe, quindi siamo piuttosto curiosi di scoprire chi sarà”.
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