Giro d’Italia 2026, niente confronto con Tadej Pogacar in casa Visma: “Vogliamo vincere la generale, dominare non è un obiettivo”
Jonas Vingegaard appare pronto a dominare il Giro d’Italia 2026. In salita il danese non sembra avere rivali e oggi c’è una nuova grande opportunità per colpire dopo la dimostrazione di forza, seppur mitigata dalla splendida prestazione di Felix Gall giunto al traguardo a pochi secondi. Secondo attualmente a 3’15” da Afonso Eulalio (Bahrain Victorious), il leader della Visma | Lease a Bike conosce bene lo scenario per averlo vissuto con successo alla scorsa Vuelta a España e non è preoccupato di quel che deve affrontare, avendo anche la cronometro dalla sua, ma chiaramente le grandi montagne possono essere il suo grande terreno i caccia, vista anche la forza della sua squadra che ha mostrato di poter mettere in difficoltà gli avversari con Sepp Kuss e Davide Piganzoli che possono mettere in rampa di lancio il proprio capitano.
Concreta dunque la possibilità di fare come Tadej Pogacar, che due anni fa ha stracciato la concorrenza conquistando sei tappe, oltre alla Maglia Rosa. “La cosa più importante è vincere la classifica generale, non è nostro obiettivo dominare la gara – ha commentato in merito il direttore sportivo Marc Reef a Cyclingnews prima dell’ottava tappa a Chieti – Certo, ci piacerebbe vincere forse un’altra tappa o due, ma vedremo; è una gara di tre settimane e bisogna sempre aspettarsi qualcosa di imprevedibile. Negli ultimi quattro anni, la gara è stata stravolta nella ventesima tappa. Spero che non sia così, ma se dovessimo trovarci in quella situazione, dobbiamo comunque essere pronti, e a volte bisogna dosare le energie. In questo modo, a volte si può puntare a una tappa, e in altri momenti si può lasciare che sia la fuga a vincere la tappa, ma l’obiettivo non è dominare, l’obiettivo è vincere“.
Questo ovviamente non vuol dire che lo scalatore danese si accontenti: “Vuole vincere. È soprattutto per vincere che vuole essere qui, e quando ha la possibilità di farlo, vuole dimostrarlo più di ogni altra cosa – ha aggiunto il suo direttore sportivo – È per questo che si alza dal letto ogni mattina: per salire in sella, dimostrare che ha lavorato sodo e vincere la gara.”
Per Vingegaard e i suoi uomini anche la necessità di dosare le energie in vista di una stagione che chiaramente non finisce a Roma, ma con lo sguardo ovviamente anche a Parigi. Non troppi calcoli, ma cercare il giusto equilibrio è comunque necessario, anche se per il momento la squadra cerca di non pensarci troppo, o almeno questo è quel che vuole lasciar intendere. “Ora siamo qui in questo Giro, quindi pensiamo solo a vincere il Giro – precisa Greef – Dopo ci sarà il Tour, e vedremo qual è la situazione e pianificheremo di conseguenza. In ogni caso, sarai sfidato dal tuo avversario, quindi o lo fai tu stesso o sarà qualcun altro a dettare il ritmo”.
Chi sono questi potenziali pericoli? Il direttore sportivo ne identifica innanzitutto due: “Abbiamo anche visto quanto siano forti gli altri. Giulio Pellizzari lo ha seguito a lungo, poi ha ceduto, ma imparerà ancora da questo, e Felix Gall era ancora vicino al traguardo, quindi dobbiamo solo restare concentrati e continuare a dare il 100% – aggiunge riguardando ovviamente alla tappa del Blockhaus – Gall ha dimostrato quanto è forte. Lo aveva già dimostrato in passato e, sì, non è ancora salito sul podio di un Grande Giro, ma qui è partito bene e, ovviamente, è un nostro avversario davvero temibile”.
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