Le Sorprese del 2022, 1: Juan Ayuso

La nostra rassegna della stagione appena conclusa prosegue con le 10 Sorprese del 2022. Dopo aver chiuso la settimana dedicata ai Migliori Momenti di in un anno ricco di emozioni, la nostra redazione ha voluto mettere in evidenza anche quest’anno i corridori che hanno sorpreso di più nel corso degli ultimi dodici mesi. La nostra graduatoria comprende diversi giovani non troppo attesi che hanno saputo ottenere risultati insperati ad inizio stagione, ma anche alcuni corridori più esperti che hanno saputo ritagliarsi uno spazio di primo piano. Questa classifica premierà entrambe le tipologie, emerse mediando tra le opinioni dei componenti della redazione, a volte molto divergenti. Passiamo dunque a scoprire insieme, giorno dopo giorno, i nostri dieci nomi nel corso di questa settimana (al termine della quale vi chiederemo, come di consueto, anche la vostra opinione).

1: Juan Ayuso

© Sprint Cycling Agency

Tutti conoscevamo il suo talento precoce, ma quanto fatto dal giovanissimo spagnolo è andato anche al di là delle pur alte aspettative. Pochi giorni prima del suo ventesimo compleanno, l’iberico si toglie infatti la grande soddisfazione di salire a Madrid sul podio del primo GT della sua carriera, rivelandosi così al grande pubblico come il più giovane in oltre cento anni a raggiungere questo traguardo. Vincitore del Giro d’Italia Under 23 nel 2021, il classe 2002 era passato professionista a metà della scorsa stagione, facendo vedere subito cose interessanti. In pochi, però, si sarebbero aspettati che la sua prima stagione intera tra i pro potesse portare a questi risultati. Già prima dell’esordio stagionale alla Volta Valenciana, lo spagnolo stupisce tutti chiudendo gli allenamenti in salita poco lontano dal compagno di squadra Tadej Pogacar e prima di tutti gli altri. La sua primavera è subito scintillante, con il secondo posto al Trofeo Laigueglia e soprattutto una Volta Catalunya da assoluto protagonista, dove sfiora il successo di tappa prima di chiudere quinto in classifica generale. La sua prima parte di stagione finisce poi con il quarto posto al Giro di Romandia. A fine luglio arriva invece la poco ma attesissima prima vittoria da professionista al Circuito de Gexto, che fa da preludio ad una Vuelta da assoluto protagonista. Il portacolori della UAE Team Emirates, infatti, corre il GT di casa con grande intelligenza e accortezza, quasi fosse un veterano: evita sempre i fuori giri, senza farsi prendere dall’ardore giovanile e affrontando le salite con il suo passo costante. Questa condotta di corsa lo porta piano piano a scalare la classifica, fino ad arrivare al terzo gradino del podio, eguagliando così il risultato ottenuto da Tadej Pogacar nel 2019, anche lui all’esordio in una corsa di tre settimane.

2: Biniam Girmay

Credits ©LaPresse

Il volto nuovo per le classiche del Nord viene dall’Africa. Tra le grandi sorprese di questo 2022 c’è anche la faccia sorridente del giovane eritreo che diventa il primo corridore di colore a conquistare una classica WorldTour. La sua stagione inizia subito bene con la vittoria al Trofeo Alcudia, seconda prova della Challenge Mallorca, ma è tra marzo, aprile e maggio che il classe 2000 ottiene i risultati più importanti. Dopo aver sfiorato la top 10 alla Milano-Sanremo, infatti, il nativo di Asmara si presenta in Belgio dove chiude al quinto posto la E3 Saxo-Bank Classic e, soprattutto, vince la Gand-Wevelgem. Nonostante questi risultati la sua squadra, la Intermarché-Wanty-Gobert, non lo schiera al via del Giro delle Fiandre per permettergli di preparare al meglio il Giro d’Italia. Alla Corsa Rosa Girmay si mette in mostra in volata, ma soprattutto diventa la bestia nera di Mathieu van der Poel, fino ad arrivare a batterlo sul traguardo di Jesi prendendosi anche i complimenti del neerlandese. Proprio qui, però, si conclude la sua esperienza al Giro: il ventiduenne, infatti, è vittima di un inatteso incidente con il tappo dello spumante sul palco delle premiazioni che lo costringe alla resa. Nella seconda parte di stagione conquista solo il titolo nazionale a cronometro, ma si mette comunque in mostra con piazzamenti di livello in corse importanti che lo lanciano tra i principali protagonisti della prossima primavera.

3: Arnaud De Lie

© Lotto Soudal / PhotoNews

Il giovane belga ha sfiorato la doppia cifra di successi al suo primo anno da pro’. In un anno chiuso con la retrocessione, la Lotto Soudal ha trovato un barlume di speranza per il futuro proprio nelle prestazione di questo classe 2002 dallo spunto veloce. Il ventenne belga si mette in luce già a gennaio vincendo il Trofeo Playa de Palma, una delle prove della Challenge Mallorca, ripetendosi poi al GP Jean-Pierre Monseré e alla Volta Limburg. Fa esperienza anche in corse di livello superiore, ma le corse 1.1 diventano il suo terreno di caccia prediletto e così si mette in bacheca anche Marcel Kint Classic, Heistse Pijl e Ronde van Limburg (vinte nel giro di una settimana). Al Giro di Vallonia ottiene la sua prima vittoria a livello Professional vincendo la terza tappa davanti a Bini Girmay per poi chiudere la stagione con altri due successi alla Schaal Sels e alla Egmont Cycling Race. Nove vittorie stagionali (le stesse di Wout Van Aert), vuol dire che al suo primo anno da professionista è stato superato per quantità di successi solamente da cinque corridori e l’impressione è che in futuro non può che migliorare. Quest’anno è stato una bella sorpresa, il prossimo anno la Lotto Soudal spera in una conferma.

4: Carlos Rodriguez

© Sirotti

La Ineos Grenadiers con lui ci ha visto lungo. La squadra britannica lo inserì in organico con l’inizio della stagione 2020, quando non aveva ancora compiuto 19 anni. Quasi tre anni dopo, Carlos Rodriguez ha dato ragione a quella scelta, portando a termine il primo Grande Giro corso, la Vuelta a España 2022, in maniera eccezionale per un atleta della sua età. Alla fine, la classifica non è stata entusiasmante fino in fondo, visto che lo spagnolo ha chiuso settimo, ma il risultato è stato condizionato dalla caduta in cui è incappato nell’ultima settimana di corsa, mentre era in lotta per la top-5. Prima di allora è stato quasi sempre a contatto con i grandi, dimostrando qualità in salita che fanno il paio con quelle a cronometro che erano per certi versi già note. Il 2022 di Rodriguez è stato scandito alle dalle sue prime vittorie da professionista: il Campionato nazionale in linea e una tappa al Giro dei Paesi Baschi. Ma a colpire è stata soprattutto la capacità di esprimersi costantemente a grandi livelli, sia nelle corse a tappe di una settimana (terzo alla Volta Valenciana e quarto alla Vuelta Burgos, fra le altre) che nelle gare di un giorno. Il ragazzo di Almuñécar ha rubato l’occhio anche al Lombardia, dove è stato capace di strappare il quinto posto, in quella che è stata la seconda Monumento corsa in carriera. Brillante protagonista anche a San Sebastian, Rodriguez è indubbiamente una grande speranza per la Ineos e, soprattutto, per il futuro del ciclismo spagnolo.

5: Thymen Arensman

© Sirotti

Due vittorie di prestigio, ma soprattutto una solidità e costanza che hanno impressionato tutti. Questo il 2022 di Thymen Arensman, quasi classe 2000 (è nato il 4 dicembre 1999) e quest’anno capace di affermarsi su strada come uno dei più interessanti prospetti per i grandi giri, finendo così per essere uno dei corridori più contesi tra i grandi team in questa sessione di CicloMercato. Un interesse meritato visto quel che questo ragazzone di 192 cm ha saputo mostrare in strada nel corso di un anno ricco di soddisfazioni, spesso a battagliare con i migliori al mondo. Sesto a marzo alla Tirreno-Adriatico, poi terzo al Tour of the Alps il mese successivo, al Giro d’Italia si presenta come supporto a Romain Bardet, sfiorando poi il successo in due occasioni (entrambe in terza settimana, dimostrando una tenuta importante che poi affinerà pochi mesi più tardi), ma il meglio deve ancora arrivare. I due successi arrivano infatti in estate, quando torna alle corse dopo una più che meritata pausa. Il primo è al Giro di Polonia, conquistando la cronometro per finire secondo in classifica generale, il secondo è invece in salita, trionfando sulla Sierra Nevada, vetta più alta di una Vuelta a España che poi chiuderà in sesta posizione con un crescendo che fa ulteriormente ben sperare per il futuro. Da vedere ora cosa rappresenterà per lui il passaggio alla Ineos Grenadiers, ma con queste gambe può andare lontano.

6: Fred Wright

© Sirotti

Fred Wright quest’anno non ha vinto, ma ha sicuramente convinto. Reduce da due buone stagioni di apprendistato, il 23enne britannico ha dimostrato in questo 2022 di aver compiuto un notevole salto avanti rispetto alla passata stagione. Non un singolo exploit quello del londinese, ma un insieme di risultati di spessore che lo hanno visto sfiorare la vittoria dalla primavera all’autunno su alcuni dei più grandi palcoscenici internazionali, correndo spesso con grande personalità (pur commettendo qualche errore che magari gli è costato il trionfo, ma dai quali avrà sicuramente imparato molto). Corridore resistente e veloce, ha dimostrato di cavarsela sui più disparati terreni, superando bene le salite come il pavé, oltre che dimostrando buone qualità a cronometro. Dove ha maggiormente impressionato è stata la Vuelta a España, dove tra fughe e volate ristrette ha chiuso tre volte sul podio e sette volte nei primi dieci (senza contare la cronosquadre), ma già lo avevamo visto brillare al Tour de France e alla Parigi-Nizza allo stesso modo, oltre che ottenere un interessante settimo posto al Giro delle Fiandre, corso con coraggio e determinazione. Prestazioni che hanno convinto il team ad offrirgli un contratto di lunga durata, facendone uno dei riferimenti per il futuro.

7: Jay Vine

©Unipublic / Sprint Cycling

Dalle vette del ciclismo virtuali a quelle reali. L’australiano, approdato alla Alpecin-Deceuninck nel 2021 dopo aver fatto faville sui rulli, si è dimostrato corridore vero, facendo meraviglie soprattutto alla Vuelta a España. Lì, ha saputo cogliere due vittorie di tappa, su altrettanti arrivi in salita, dopo giornate passate all’attacco e, soprattutto nel caso del Pico Jano, riuscendo a resistere al rientro degli uomini di classifica, Evenepoel su tutti. Con il passare delle tappe, Vine era stato anche capace di cambiare strategia, provando – con discreto successo – a tenere le ruote dei migliori. Una caduta, però, lo ha fermato sul più bello, costringendolo anche a cedere la Maglia a Lunares, segno di riconoscimento del capolista della classifica dei GPM. L’australiano ha fatto vedere ottime cose anche al Giro di Norvegia, dove è stato il corridore capace di vedere più da vicino Remco Evenepoel (secondo posto nella generale per Vine, che ha così bissato il risultato raccolto al Giro di Turchia, affrontato nella prima parte di anno). Il finale di stagione lo ha visto in calando, probabilmente condizionato dalla caduta accusata in Spagna: questo, però, non ha placato le attenzioni di mercato che si sono materializzate nei suoi confronti. I numeri delle sue prestazioni in salita hanno infatti convinto nientemeno che la UAE Team Emirates a puntare su di lui per i prossimi due anni.

8: Lorenzo Rota

© Sazka Tour

La stagione dell’italiano è tutto un crescendo che porta il bergamasco a prendere sempre più confidenza dei suoi mezzi e a ritagliarsi un ruolo da protagonista nelle competizioni a cui prende parte, fino ad arrivare a sfiorare una medaglia ai mondiali di Wollongong. La sua stagione parte in sordina, ma al Giro d’Italia dimostra un’ottima gamba chiudendo secondo la tappa di Genova. Uscito dalla Corsa Rosa con una buona condizione, colleziona due quarti posti al GP d’Argau e al Giro del Belgio. Dopo il secondo posto al campionato italiano, è ancora quarto al Giro di Vallonia e decimo alla Classica San Sebastian. Di lì a pochi giorni, poi, arrivano le prime vittorie in carriera con la conquista di una tappa e della classifica generale al Sazka Tour. Successivamente prepara il mondiale in Italia dove coglie tra le altre cose un bel secondo posto al Giro della Toscana. Convocato per volare in Australia, ripaga completamente la fiducia di Daniele Bennati. Rota, infatti, è abile ad inserirsi nell’azione da cui poi uscirà il vincitore Remco Evenepoel ed è tra i più attivi all’inseguimento del belga. Purtroppo un marcamento eccessivo con gli altri attaccanti nell’ultimo chilometro gli impedisce di giocarsi un posto sul podio, ma l’azzurro ha lasciato la terra dei canguri consapevole di essere cresciuto molto e di poter aspirare ad un ruolo da protagonista anche su palcoscenici più prestigiosi.

9: Tobias Foss

© UCI

Il norvegese entra in questa graduatoria non tanto per il rendimento complessivo della sua stagione ma per un inatteso exploit che vale un’intera carriera. Il 25enne di Vingrom, infatti, ottiene, decisamente a sorpresa, il successo più importante della sua (finora breve) carriera nella prova a cronometro dei Mondiali di Wollongong, quando riesce a tenersi dietro tutti i grandi favoriti della vigilia andando ad indossare la maglia iridata mettendosi alle spalle specialisti del calibro di Stefan Küng, Remco Evenepoel, Stefan Bissegger, Tadej Pogacar e il nostro Filippo Ganna. Finora il suo palmarès da professionista comprendeva solamente due vittorie a cronometro ed una in linea ai Campionati Nazionali, per un corridore comunque capace di vincere il Tour de l’Avenir 2019. Che il successo iridato possa essere la svolta per mostrare con continuità un talento solamente intravisto oppure solamente una giornata di grazia irripetibile sarà solo il futuro a poterlo dire.

10: Christophe Laporte

© ASO / Charly Lopez

L’arrivo in Jumbo – Visma ha proiettato il transalpino in un’altra dimensione. Se nelle otto stagioni passate alla Cofidis si era fatto valere come discreto velocista con una buona tenuta sulle brevi salite, quest’anno ha compiuto un grande salto di qualità, dimostrandosi un abile cacciatore di classiche, oltre che un preziosissimo supporto per i propri capitani. Nonostante la grande concorrenza in squadra potesse far pensare ad un ruolo di secondo piano, il transalpino ha saputo ritagliarsi le sue occasioni, tanto da chiudere la stagione con cinque vittorie. Il suo 2022 comincia subito bene alla Parigi-Nizza: dopo aver fatto in prima persona il forcing sull’ultima salita di giornata togliendosi tutti di ruota ad eccezione dei compagni di squadra Wout Van Aert e Primoz Roglic, riceve poi da loro il privilegio di tagliare per primo il traguardo. Forte di una condizione stratosferica, si presenta al via delle classiche in Belgio che corre da grande protagonista, prima al fianco di Van Aert nella lunga cavalcata a due alla E3 SaxoBank Classic vinta dal belga e poi come capitano dopo la positività al covid di quest’ultimo. Anche al Tour de France si mette spesso a disposizione della squadra, ma poi si toglie la soddisfazione di una meritatissima vittoria di tappa sul traguardo di Cahors coronando un’azione spettacolare. Nel finale di stagione c’è ancora tempo per vincere una tappa e la classifica generale al Giro di Danimarca, chiudere secondo il Mondiale e conquistare la Binche-Chimay-Binche.

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