Liegi-Bastogne-Liegi 2026, Tadej Pogačar fa poker piegando la resistenza di Paul Seixas! Remco Evenepoel 3° a 1’40”, 8° Christian Scaroni, 10° Filippo Zana

Tadej Pogačar irresistibile anche alla Liegi – Bastogne – Liegi 2026. Il fenomeno sloveno prosegue il suo dominio sulla Doyenne andandosi a prendere il quarto successo, il terzo consecutivo, nell’ultima Monumento di primavera dopo aver attaccato a 35 chilometri dalla conclusione sulla Redoute. Seguito dal solo Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) con il quale fa rapidamente il vuoto, lo sloveno resta poi da solo a 14 chilometri dalla conclusione, con una progressione micidiale sulla Roche-aux-Faucons, dove il baby-prodigio francese deve arrendersi definitivamente. Al traguardo il distacco fra i due è di poco inferiore al minuto, mentre per la terza posizione la battaglia si decide un altro minuto più tardi, con Remco Evenepoel (Red Bull – bora – hansgrohe) che regola la concorrenza con uno sprint lunghissimo. Tra i corridori presenti nel gruppetto degli inseguitori anche Christian Scaroni (XDS Astana) e Filippo Zana (Soudal Quick-Step), che chiudono rispettivamente ottavo e decimo.

Il video dell’arrivo

Il racconto della gara

La corsa prende subito una piega inaspettata dopo una manciata di chilometri dal via, quando una caduta nella quale restano coinvolti anche Ion Izagirre (Cofidis) e Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla) spezza il gruppo in due tronconi, con la maggior parte dei big che rimane attardata nella seconda parte. A eccezione di Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe) ed Egan Bernal (Ineos Grenadiers), gli altri favoriti di giornata si ritrovano infatti a inseguire con un ritardo che, inizialmente di soli 20″, prende a crescere con il passare dei chilometri nonostante la UAE Team Emirates XRG di Tadej Pogačar si impegni sin da subito per andare a chiudere il gap.

Sono 53 i corridori che si ritrovano nella prima parte del gruppo: Domen Novak (UAE Team Emirates XRG), Remco Evenepoel e Nico Denz (Red Bull-Bora-hansgrohe), Julien Bernard, Jacopo Mosca e Carlos Verona (Lidl-Trek), Menno Huising (Visma | Lease a Bike), Alan Hatherly e Asbjørn Hellemose (Team Jayco AlUla), Sjoerd Bax e Quinten Hermans (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Michael Leonard e Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Sam Maisonobe e Paul Ourselin (Cofidis), Pau Miquel (Bahrain Victorious), Ewen Costiou, Guillaume Martin ed Enzo Paleni (Groupama-FDJ United), Egan Bernal e Laurens De Plus (Ineos Grenadiers), Nicola Conci e Diego Ulissi (XDS Astana Team), Magnus Cort, Alexander Kamp e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Davide Formolo e Pavel Novák (Movistar Team), Roland Thalmann (Tudor Pro Cycling Team), Pascal Eenkhoorn, Dylan van Baarle e Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), Marco Frigo e Krists Neilands (NSN Cycling Team), Jakub Otruba (Caja Rural-Seguros RGA), Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché), Frank van den Broek, Matthew Dinham, Bjoern Koerdt e Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Aaron Dockx, Gal Glivar e Hugo Houle (Alpecin-Premier Tech), Thibault Guernalec, Alan Jousseaume e Mathis Le Berre (TotalEnergies), Iñigo Elosegui, César Pérez e Diego Uriarte (Equipo Kern Pharma), Jesús Herrada, Clement Alleno, Josh Burnett e Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet BH).

Nonostante il lavoro degli uomini UAE, il distacco della seconda parte cresce a arriva a superare il minuto, raddoppiando dopo 35 chilometri di gara e arrivando a toccare i 3’40” al termine della prima ora di corsa. Poco dopo, César Pérez (Equipo Kern Pharma) perde contatto dal primo gruppo e davanti restano quindi in 52, tra i quali provano ad avvantaggiarsi Nico Denz (Red Bull-Bora-hansgrohe), Jacopo Mosca (Lidl-Trek), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Jakub Otruba (Caja Rural – RGA) e Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché), che vengono però rapidamente riassorbiti, così come, in seguito, lo stesso accade a Sjoerd Bax (Pinarello-Q36.5), Matthew Dinham (Picnic PostNL), Mathis Le Berre (TotalEnergies), Diego Uriarte (Equipo Kern Pharma) e nuovamente Andreas Leknessund e Baptiste Veistroffer.

In vista della prima asperità ufficiale di giornata, la Côte de Saint-Roch, si muovono invece Jambaljamts Sainbayar, Alexander Kamp e ancora Andreas Leknessund, ma anche loro tre vengono ripresi lungo le prime rampe della salita, in vetta alla quale il ritardo del secondo gruppo è addirittura di quattro minuti nonostante, agli uomini UAE, si siano affiancati anche quelli della Decathlon CMA CGM per collaborare all’inseguimento. Nel tratto che precede il Col de la Haussire il distacco scende a 2’40” e, con l’inizio della salita, Tim Wellens (UAE Team Emirates XRG) prende in mano le operazioni tra gli inseguitori, aumentando decisamente l’andatura.

Grazie al lavoro del belga, che manda in difficoltà diversi corridori, il plotone principale recupera una quarantina di secondi lungo l’ascesa nei confronti del primo gruppo, dove è invece Laurens De Plus (Ineos Grenadiers) a fare il ritmo, facendo staccare Dinham, Paleni, Denz, Mosca, Formolo, Novák, Thalmann, Dockx, Guernalec, Elosegui, Sainbayar, Leemreize e Veistroffer, con gli ultimi due che riescono però a riaccodarsi rapidamente. Davanti restano quindi in 39, ma a quel punto la collaborazione inizia a venir meno e si verificano diversi rallentamenti che favoriscono la rimonta del secondo gruppo, dove Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) è vittima di un problema meccanico che lo costringe a un difficile inseguimento.

Con anche l’aiuto di Antoine L’Hote (Decathlon CMA CGM), che dà alcuni cambi a Wellens, gli inseguitori riescono rapidamente a portarsi a meno di un minuto dalla testa della corsa, dove invece l’andatura è calata. A quel punto, entrati negli ultimi 100 chilometri, davanti allungano Kamp, Eenkhoorn, Leemreize e Houle, sui quali si riporta anche Veistroffer, e nel giro di poco questo quintetto guadagna 30” sul gruppo Evenepoel, ormai rassegnato al rientro del plotone principale. Il ricongiungimento avviene a 94 chilometri dal traguardo, poco prima dell’inizio della Côte de Wanne, dove la UAE si porta in testa con Pavel Sivakov per iniziare a ridurre il distacco dai battistrada, salito a 50”.

Lungo la salita, davanti perdono contatto Eenkhoorn e Veistroffer, mentre dietro Pidcock prosegue nell’inseguimento, ma vede il proprio ritardo dal plotone salire a un minuto. I tre attaccanti superstiti vengono poi riassorbiti lungo le prime rampe della Côte de Stockeu ed è quindi un gruppo compatto, con l’eccezione di Pidcock e di quei corridori che avevano perso contatto in precedenza, a entrare negli ultimi 80 chilometri per approcciare la Côte de la Haute-Levée. Da quel momento inizia lo show della UAE Team Emirates XRG che con Pavel Sivakov, fino alla Côte de Desnié, e Domen Novak, fino ai piedi della Redout, tiene chiusa la corsa impedendo qualsiasi tentativo, tanto che l’unico a provarci è un comunque poco convinto Maximilian Schachmann (Soudal Quick-Step), rapidamente ripreso.

 Sin dalle prime rampe della salita più attesa Benoît Cosnefroy alza ulteriormente il ritmo, spezzando definitivamente un gruppo già stanco. Unici a restare con lui sono il suo capitano Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) e Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), con quest’ultimo che tuttavia salta quando a partire è il campione del mondo. Alla sua ruota resta invece incollato il giovane prodigio francese, che non lo molla, tenendo botta ad ogni accelerazione del fenomeno sloveno. I due finiscono così per scollinare assieme e il teenager transalpino si prende anche il lusso di affiancare la maglia iridata al momento di passare la linea.

Dietro di loro Skjelmose transita con 20 secondi di ritardo, mentre gli altri sono già a più di 30 secondi.  I due battistrada trovano subito l’intesa, con Seixas che non si intimorisce e da subito dà il suo contributo ad una azione che non fatica a tenere a distanza i rivali, mentre Skjelmose viene ripreso da un gruppetto piuttosto nutrito. A 28 chilometri dalla conclusione sono dunque in 26 all’inseguimento: Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), Jai Hindley (Red Bull – BORA – hansgrohe), Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Ben Tulett (Team Visma | Lease a Bike), Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Ion Izagirre (Cofidis), Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), Pello Bilbao (Bahrain Victorious), Romain Grégoire (Groupama-FDJ United), Quentin Pacher (Groupama-FDJ United), Egan Bernal (INEOS Grenadiers), Clément Champoussin (XDS Astana Team), Christian Scaroni (XDS Astana Team), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Cian Uijtdebroeks (Movistar Team), Maximilian Schachmann (Soudal Quick-Step), Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarché), Emiel Verstrynge (Alpecin-Premier Tech) e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech).

Difficile, se non impossibile, trovare una intesa e si prosegue così a scatti. Jai Hindley, Quentin Pacher, Pello Bilbao e Tobias Johannessen riescono così a guadagnare qualche metro, raggiunti da Filippo Zana, Mauro Schmid e Santiago Buitrago. Questi sette uomini iniziano la Côte des Forges con qualche secondo di margine sugli altri, ma Skjelmose parte subito quando inizia la salita, seguito da Romain Grégoire ed Egan Bernal. Dietro di loro però Ion Izagirre capisce il pericolo e alza il ritmo, andando a chiudere su tutti, mentre Remco Evenepoel, che già sulla Redoute aveva mostrato di non avere la gamba dei giorni migliori, resta passivo quando la strada sale. In cima la coppia di testa porta il suo margine sopra il minuto, che in poco tempo aumenta fino a 1’30” visto che dietro provano a rifiatare e riorganizzarsi in qualche modo nel tratto di discesa successivo.

Sin dai piedi della Roche-aux-Faucons arriva il nuovo scatto di Pogacar, con Seixas che è pronto a rispondere. Pogačar tuttavia ne ha ancora e inizia un ritmo micidiale che manda in crisi il rivale a 600 metri dallo scollinamento. Quando lo sloveno se ne accorge si alza sui pedali e scava quel primo solco che diventa rapidamente fossato poi abisso, partendo dai venti secondi di differenza in cima. Un gap destinato ad aumentare sempre più sino all’ultimo chilometro, quando ormai tocca il minuto, prima di calare leggermente complice i festeggiamenti dello sloveno. 45 secondi più tardi Paul Seixas taglia il traguardo atteso dal campione del mondo, pronto a felicitarsi per la sua prestazione.

Il gruppo arriva invece con un ritardo di 1’42”, dopo aver avuto a lungo un gap di due minuti, sostanzialmente stabile sin dai piedi dell’ultima asperità, dove è iniziata una nuova battaglia per il podio. I più attivi sono stati Mattias Skjelmose, che dopo essersi fatto lanciare da Giulio Ciccone ha provato a fare la differenza in salita, accumulando un vantaggio che tuttavia non è bastato per reggere al ritorno dei rivali, e Remco Evenepoel, che è stato proprio l’uomo in grado di chiudere sul danese, per poi controllare la situazione fino a prendersi la terza posizione con una volata lunghissima che non ha lasciato scampo ai rivali.

Risultato Liegi – Bastogne – Liegi 2026

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