Giro d’Italia 2026, bis della UAE con il fuggitivo Igor Arrieta in un finale folle! Afonso Eulálio 2° e nuova Maglia Rosa, gruppo a più di 7′

Epilogo incredibile nella quinta tappa del Giro d’Italia 2026. A conquistare il successo sul traguardo di Potenza è stato il fuggitivo Igor Arrieta, entrato nella fuga di dodici uomini formatasi dopo una quarantina di chilometri di attacchi e contrattacchi e poi avvantaggiatosi assieme ad Afonso Eulálio lungo la salita di Montagna Grande di Viggiano. Il portacolori della UAE Team Emirates XRG è poi caduto a circa 13 chilometri dalla conclusione, ma anche il corridore della Bahrain Victorious è finito in seguito a terra, a 6500 metri dall’arrivo, quando sembrava ormai lanciato verso una vittoria in solitaria.

Lo spagnolo è quindi riuscito a tornar sotto, ma ha poi clamorosamente sbagliato strada a due chilometri dal traguardo; il 23enne non si è comunque perso d’animo e, nelle ultime centinaia di metri all’insù, è andato a riprendere il portoghese, piantatosi proprio nel finale, saltandolo e andando a conquistare un’incredibile vittoria, la seconda in carriera e la seconda consecutiva per la UAE dopo il successo di ieri di Jhonatan Narváez. Eulálio, secondo, si consola comunque con la Maglia Rosa, dato che il gruppo dei migliori è giunto al traguardo con un ritardo di 7’13”.

Terzo posto di giornata, a 51″, per Guillermo Thomas Silva (XDS Astana), che ha anticipato di mezzo minuto gli italiani Lorenzo Milesi (Movistar), Christian Scaroni (XDS Astana) e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), tutti parte della fuga iniziale. In top-10 anche Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step) e Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), rispettivamente nono e decimo a 3’29” e a 4’42”.

Il video dell’arrivo

Il racconto della tappa

La bagarre inizia sin dal chilometro zero. Alla prima azione di Luca Paletti (Bardiani CSF 7 Saber) rispondono infatti numerosi corridori, portando a una serie di azioni che da subito scuotono il gruppo. La maggior parte delle squadre si mostrano interessate alla fuga, con la Lidl – Trek che invece si applica soprattutto per evitare che davanti partano corridori troppo pericolosi. Dopo una dozzina di chilometri molto dinamici, arriva anche la pioggia a complicare la situazione, mentre la Netcompany – Ineos si mette a tirare il gruppo con Filippo Ganna, chiaro segno che vuole congelare la corsa sino ai piedi della prima salita di giornata, ormai imminente.

Si arriva dunque compatti alle prime rampe del Prestieri, dove tuttavia subito iniziano nuovi scatti, mentre Samuele Battistella (EF Education – EasyPost) fa fatica da subito. Per l’italiano ci sarà il ritiro a tappa in corso a causa dei postumi della caduta della seconda frazione. Luca Vergallito (Alpecin-Premier Tech) è fra i primi a muoversi, ma non ha fortuna, complice anche lo scatto di Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike) al quale risponde in prima persona la Maglia Rosa Giulio Ciccone (Lidl-Trek), con a ruota il compagno Derek Gee-West. A loro si unisce anche Ben O’Connor (Team Jayco-AlUla) e i quattro se la ridono, prima di essere ripresi dal resto del gruppo.

Campenaerts però non ci sta a rilancia l’azione, senza tuttavia riuscire a fare la differenza. Poco dopo ci prova anche Jan Christen (UAE Team Emirates XRG), seguito da un Ciccone che evidentemente ha ben chiaro chi lasciar andare e chi no da un gruppo che ormai conta meno di 50 corridori. A partire a quel punto è Guillermo Silva (XDS Astana Team), che guadagna una decina di secondi prima di essere raggiunto da Einer Rubio (Movistar). A loro si aggiunge poco dopo anche Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), mentre la pioggia aumenta notevolmente, portando a maggiore prudenza in gruppo.

A cercare di approfittarne è dunque Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike), sul quale cercano invano di riportarsi Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) e Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), ma solo il corridore giallonero riesce a riportarsi in testa alla corsa, subito dopo il GPM, imitato poco dopo da Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), che concretizza un breve inseguimento dopo 35 chilometri di gara. I cinque battistrada hanno a quel punto 45 secondi di vantaggio, ma la battaglia non è ancora finita perché nel falsopiano successivo nascono nuovi scatti. Warren Barguil (Team Picnic PostNL) porta così via un tentativo al quale si aggregano Ben Turner (Netcompany Ineos), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Gianni Moscon (Red Bull – Bora – hansgrohe), Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG), Lorenzo Milesi (Movistar), Jhonathan Narvaez (UAE Team Emirates XRG), Christian Scaroni (XDS Astana Team) e Martin Tjøtta (Uno-X Mobility) che, ad eccezione di Barguil, alla spicciolata rientrano sulla testa della corsa, dove tuttavia non resta a lungo Moscon.

Le azioni tuttavia non sono finite in gruppo perché dopo 60 chilometri di gara a muoversi è Darren Rafferty (EF Education – EasyPost), che riesce a colmare i 50 secondi di ritardo al termine di un inseguimento complicato, sfruttando in alcuni tratti anche i passaggi delle ammiraglie dei rivali. Il gruppo invece si prende una fase di relativo riposo, concedendo fino a un massimo di 2’30”, prima che Amanuel Ghebreigzabhier (Lidl-Trek) si metta a controllare la situazione. A 75 chilometri dall’arrivo, con l’approssimarsi della salita più dura di giornata, la Montagna Grande di Viggiano, arrivano gli uomini della Red Bull – BORA hansgrohe in testa a far l’andatura. Il margine della fuga si assottiglia e inizia a venir meno anche l’accordo. Dopo una fase di incertezza, Igor Arrieta prende in mano le operazioni e prova ad andarsene tutto solo. Nessuno risponde e lo spagnolo si prende una 20ina di secondi di margine sugli altri membri della fuga.

Tutto questo avviene mentre il plotone principale rosicchia terreno, arrivando fino a 1’30” dalla testa della corsa. Inizia la salita e in contropiede provano a muoversi Cristian Scaroni, Gianmarco Garofoli, seguiti da un attento Jhonatan Narvaez in veste di stopper. I tre non riescono a chiudere e da dietro rinvengono Afonso Eulàlio, Guillermo Thomas Silva e Lorenzo Milesi. Il sestetto, tuttavia, non riesce a rosicchiare troppi secondi ad Arrieta che prosegue la sua scalata solitaria. Ci prova quindi Eulàilo che saluta la compagnia e, mettendo in luce una gamba invidiabile, si riporta sul battistrada che, avvertito dall’ammiraglia, ha rallentato l’andatura.

Le buone notizie per i fuggitivi arrivano dal gruppo. L’azione della Red Bull – BORA hansgrohe non ha avuto seguito in salita. La squadra di Giulio Pellizzari ha proseguito con un ritmo regolare, senza strappi. E l’attacco riprende quota. Al GPM i due battistrada hanno un buon margine, mentre Narvaez perde contatto dal drappello degli inseguitori. La situazione si cristallizza nel falsopiano successivo, di interpretazione tutt’altro che semplice. La Red Bull decide di alzare il piede dall’acceleratore e nel gruppo maglia rosa non c’è più nessuno che tira. Ne approfittano Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), Johannes Kulset (Uno-X Mobility) e Koen Bouwman (Team Jayco AlUla) che partono in contropiede e guadagnano immediatamente un minutino.

Capendo che la situazione si stava facendo disperata Giulio Ciccone si mette in testa in prima persona. L’abruzzese ha anche uno scambio di parole con Derek Gee-West, unico compagno di squadra presente in gruppo. Ma le gerarchie in casa Lidl-Trek sono chiare: il canadese è il capitano per la classifica generale. Tutto solo, l’abruzzese si rende conto ben presto che andare a chiudere sulla fuga da solo è impossibile e così molla la presa. Resta davanti, per onorare la maglia, ma i giochi son fatti. Dell’atmosfera tranquilla in gruppo ne beneficia anche Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta) che vuole approfittare della situazione per andare a caccia di un piazzamento. L’azzurro resterà a bagnomaria fino al traguardo, chiudendo comunque in decima posizione.

Con il gruppo maglia rosa fuori gioco, la partita è tutta davanti. Silva, Scaroni, Milesi e Garofoli provano a recuperare, ma sono tagliati fuori. Stesso discorso per Raccagni Noviero, Kulset e Bouwman. È un discorso tra Eulailo, certo della maglia rosa, e Arrieta. Il portoghese prende i 6 secondi di abbuono al Km Red Bull e poi si va in discesa. Le condizioni meteo migliorano leggermente e la strada inizia ad asciugarsi, in un ibrido che, tuttavia, la rende molto scivolosa. A 13 chilometri dall’arrivo Igor Arrieta sbaglia una curva e finisce a terra. Un brutto colpo per lo spagnolo che cambia rapidamente bicicletta e riparte all’inseguimento di Eulailo, che però sembra lanciato verso il colpo doppio.

Ma l’imprevisto è in agguato: proprio ai piedi dello strappo verso Potenza, scivola anche il corridore della Bahrain – Victorius, che riporta anche un brutto colpo. Arrieta riesce a rientrare e i due, seppur acciaccati, tornano in coppia con un vantaggio rassicurante. A 2 km dall’arrivo, Arrieta sbaglia una curva e perde ancora terreno. Ma lo spagnolo non molla: Eulailo è al limite e, malgrado inizi l’ultimo chilometro con dieci secondi di vantaggio, non ne ha più. Lo spagnolo della UAE si lancia in una rimonta disperata e va a vincere una tappa incredibile. Per l’alfiere della Bahrain – Victorious la ‘consolazione’ della maglia rosa.

Risultato e Classifiche Tappa 5 Giro d’Italia 2026

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