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Tour de France 2019, Favoriti Maglia Gialla: Team Ineos ben indirizzato in attesa delle grandi montagne

Nonostante siano passati già dieci giorni di Tour de France 2019, i valori in campo non sono ancora del tutto chiari. La lotta per la Maglia Gialla è apertissima, i pretendenti sono tanti e non si può escludere nessuno a prescindere. Finora un solo arrivo in salita, a la Planche des Belles Filles, che però non è stata più di tanto indicativo e i distacchi sono rimasti contenuti. Ad aver fatto più danni, ad oggi, sono state la cronosquadre di Bruxelles e, soprattutto, la tappa dei ventagli di Albi, che ha costretto diversi big a lasciare minuti sulla strada. Da giovedì 18 luglio si comincerà però a fare sul serio, con l’insidiosa tappa di Bagnères-de-Bigorre, alla quale seguiranno la cronometro di Pau e i due arrivi in salita sul Tourmalet e Foix.

Favoriti Maglia Gialla Tour de France 2019

Sono bastati i 200 metri finali della salita della Planche des Belles Filles per catapultare Geraint Thomas in cima alla lista dei favoriti. Il gallese, per un attimo, è sembrato lo stesso schiacciasassi dell’anno passato. Le giornate seguenti si è mosso benissimo, pur finendo a terra nella frazione di Saint-Etienne (tornato in gruppo in una fase delicata della corsa con apparente facilità), non si è fatto scalfire dai ventagli, e ora si ritrova ad essere il primo inseguitore della Maglia Gialla. Dalla sua parte c’è sempre Egan Bernal, piuttosto nascosto in questa prima parte di Grande Boucle. Il colombiano non ha ancora svelato le sue carte, ma ora arrivano le frazioni a lui adatte e sarà sicuramente della battaglia. Interessante sarà vedere come gestiranno il duopolio con Thomas in casa Ineos, che per ora non è apparsa la corazzata degli anni scorsi, soprattutto in salita, anche se un uomo come Wout Poels è abituato a carburare nella seconda settimana, per poi essere al massimo della condizione nella terza.

In ogni caso, Thomas e Bernal dovranno vedersela con l’attuale leader, Julian Alaphilippe, che li precede rispettivamente di 1’12” e 1’16”. Il francese della Deceuninck-Quick-Step si è esaltato in questi primi dieci giorni, trovando un terreno a lui adatto, e a questo punto proverà a testarsi in classifica finché le gambe gli reggeranno. Difficile immaginarlo in giallo a Parigi, ma visto il suo talento illimitato, sarà meglio che i suoi avversari non contino troppo su un suo crollo. Con una vittoria di tappa e cinque giorni in Maglia Gialla, comunque, il suo Tour è già un successo. Nel caso non dovesse reggere, la squadra belga farà affidamento su Enric Mas (+1’46”), ancora in pieno lotta per il podio, anche se sulla Planche des Belles Filles non è stato tra i più pimpanti.

Ad aver dato una bella impressione è stato poi Thibaut Pinot, che per il solo fatto di essere riuscito a rispondere alla stilettata di Alaphilippe nella tappa di Saint-Etienne si merita tutte le attenzioni del caso. Non ci sono ancora abbastanza prove a certificarlo, ma l’impressione è quella che il capitano della Groupama-FDJ sia in uno stato di forma mai avuto in un Grande Giro. Dovrà rimediare alla beffa dei ventagli, che gli hanno fatto perdere tempo prezioso (+2’33” in classifica), ma il terreno per recuperare c’è e la gamba pure. Pinot sembra essere la migliore speranza transalpina per un bel piazzamento in classifica generale, visto che Romain Bardet (+3’20”) sembra lontano parente di quello ammirato fino a due anni fa, e Warren Barguil (+3’26”) non dà nessuna sicurezza.

Piuttosto attenti fino a questo momento, ma difficilmente inquadrabili sono Steven Kruijswijk, Emanuel Buchmann, Adam Yates e Daniel Martin. L’olandese della Jumbo-Visma non ha destato una bella impressione alla Planche des Belles Filles, ma grazie alla cronosquadre dominata dalla sua squadra e a un grado di concentrazione maggiore di alcuni suoi avversari, si ritrova 4° in generale, a 1’27” da Alaphilippe. La sua squadra ha già vinto quattro tappe e lui vorrebbe coronare il tutto salendo sul podio finale di Parigi. Il tedesco della Bora-hansgrohe, invece, è tra i meno chiacchierati, il che è comprensibile visto che nei GT conta come miglior piazzamento un 12° alla Vuelta dell’anno scorso, ma in questi primi dieci giorni è apparso piuttosto solido. Attualmente quinto (+1’45”), potrebbe essere la sorpresa di questo Tour, insieme al compagno Patrick Konrad (+2’46”). Ben nascosto anche il gemello d’arte della Mitchelton-Scott, che non ha voluto sprecare energie preziose, in attesa che la strada cominci a salire con maggiore costanza. Il britannico (+1’47”) sa come affrontare una Grande Boucle, visto che chiuse 4° nel 2016, e potrebbe rappresentare la scheggia impazzita in questa seconda parte di Tour. L’irlandese della UAE-Emirates, invece, è riuscito a rimediare ad una cronosquadre deficitaria rimanendo sempre a galla e non facendosi sorprendere dai ventagli. Al momento è nono (+2’09”), ma un buon piazzamento sembra assolutamente alla sua portata.

Poi c’è un nutrito gruppo di atleti che sarà chiamato ad attaccare nelle prossime tappe, dopo aver perso terreno nella frazione di Albi. Tra questi spicca Jakob Fuglsang, che dopo essere caduto pesantemente a Bruxelles, sta pian piano ritrovando il colpo di pedale, per una seconda parte di Tour che dovrà vederlo necessariamente all’attacco. Al momento accusa 3’22” in classifica, motivo buono per regalarci un po’ di spettacolo nelle tappe a venire, magari con un bell’attacco di squadra, marchio di fabbrica della sua Astana. Discorso simile per Richie Porte (+3’59”), che in salita aveva risposto anche meglio di quanto ci si potesse aspettare. Per il tasmaniano della Trek-Segafredo è già un successo essere arrivato a questo punto della corsa, visto che solitamente è tra le prime vittime delle cadute di gruppo, pertanto ora potremo finalmente vederlo correre in modo offensivo, cosa piuttosto rara se si prendono in considerazione gli ultimi anni. Una condotta offensiva che ci aspettiamo di vedere anche da Rigoberto Uran, lontano 3’18” e pronto a dare battaglia per risalire la china.

Tra coloro che vorranno infiammare la corsa, spicca la Movistar, che è uno dei team più attrezzati per le salite. Nairo Quintana è rimasto ben coperto, in classifica ha ancora un distacco colmabile (+2’04”) e nel weekend ci rivelerà quelle che potranno essere le sue reali ambizioni. Come sempre, invece, Mikel Landa si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e, nonostante una buona condizione, si ritrova a 4’15” dalla Maglia Gialla. Una caduta e i ventagli lo costringeranno a correre nella maniera a lui più adatta, attaccando, anche se, probabilmente lo avrebbe volentieri evitato. A spalleggiarli ci sarà il mai domo Alejandro Valverde (+3’18”), pronto a spendere tutte le sue energie in favore dei più giovani compagni.

Per un motivo o per un altro, sembra difficile poter vedere lottare per la classifica generale corridori come Giulio Ciccone (+2’32”), Roman Kreuziger (+3’28”), Bauke Mollema (+4’25”), David Gaudu (+4’32”), Fabio Aru (+5’57”) e Guillaume Martin (+5’59”), che proveranno ad andare a caccia di una vittoria di tappa oppure supportare un proprio compagno di squadra. Fuori dai giochi in ottica classifica generale Vincenzo Nibali, George Bennett, Wilco Kelderman, Michael Woods e il ritirato Tejay Van Garderen.

Borsino dei favoriti

***** Geraint Thomas
**** Egan Bernal, Thibaut Pinot
*** Jakob Fuglsang, Steven Kruijswijk, Adam Yates
** Nairo Quintana, Julian Alaphilippe, Mikel Landa, Enric Mas
* Daniel Martin, Rigoberto Uran, Richie Porte, Emanuel Buchmann, Romain Bardet

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