Tour de France 2025, Tadej Pogačar: “Ora c’è il giorno di riposo ed è un bene che io non abbia la Maglia Gialla. Onestamente, sono molto contento di non dover parlare con i giornalisti”

Tadej Pogačar non è dispiaciuto per aver perso la Maglia Gialla al termine della decima tappa del Tour de France 2025. Così come accaduto nella sesta frazione, il gruppo ha lasciato il via libera alla fuga di giornata nella Ennezat – Le Mont-Dore e, così come in quell’occasione, lo sloveno della UAE Team Emirates XRG ha ceduto a qualcun altro il simbolo del primato una volta giunto all’arrivo. Questa volta, l’onore di vestirsi di giallo è toccato a Ben Healy (EF Education-EasyPost), terzo alle spalle del vincitore Simon Yates (Visma | Lease a Bike) e capace di anticipare di più di quattro minuti il campione del mondo e gli altri big, cosa che gli ha permesso di balzare al comando della generale con 29″ di vantaggio sullo stesso Pogačar, il quale è apparso anche contento di essere riuscito a difendersi bene dai tentativi di attacco portati dai corridori della Visma | Lease a Bike.

Erano un po’ fastidiosi con tutti quegli attacchi, così ho deciso di fare un attacco migliore“, ha dichiarato Pogačar a RTV Slovenia parlando del suo allungo nel finale. Un attacco al quale è riuscito a rispondere solo Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), con i due che hanno poi tagliato il traguardo insieme al fuggitivo Lenny Martinez (Bahrain Victorious): “Ho visto che Lenny Martinez mi precedeva dalla fuga, mi sono messo alla sua ruota e ho tagliato il traguardo dietro di lui. Significa molto più per lui che per me“.

Riguardo la perdita della Maglia Gialla, lo sloveno ha voluto porre l’attenzione sulla possibilità di aver maggior riposo per se stesso e per i compagni di squadra: “Naturalmente, non è mai facile perdere la Maglia Gialla. Tuttavia, ieri abbiamo perso João Almeida e Pavel Sivakov si sta ancora riprendendo dalla malattia. L’obiettivo era quello di non farci attaccare dalla Visma e di difenderci dai loro attacchi. Abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma ora c’è il giorno di riposo ed è un bene che io non abbia la Maglia Gialla. Onestamente, sono molto contento di non dover parlare con i giornalisti“, ha concluso il 26enne riferendosi alle interviste e alle conferenze stampa che deve sostenere chi ha il simbolo del primato.

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