© Bardiani – CSF – Faizanè & Bettini Photo

Al Giro con la Bardiani #4 | Filippo Fiorelli: “Nel finale di tappa ci ho creduto davvero”

Ciao a tutti,

sono Filippo Fiorelli e oggi ho accarezzato un sogno che cullo fin da bambino: vincere una tappa del Giro d’Italia!

Ieri ho avuto una giornata no, di quelle in cui pensi di stare bene in pianura ma appena inizi a salire… Beh, capisci di non essere nella giornata giusta! Sulla seconda salita ho deciso di mollare, perché tanto ne mancavano ancora due. Sono stato contento di aver ricevuto il sostegno della squadra: anche Visconti mi ha tranquillizzato e mi ha detto che era soltanto una giornata no. E se lo dice Visco, posso non fidarmi?

Stamattina avevamo in programma di andare in fuga con almeno due corridori, di cui uno scalatore. Volevamo far vedere la maglia dello sponsor, animare la corsa, come da noi. D’altronde era la tappa di casa, sulle strade del nostro sponsor. Detto fatto: siamo riusciti a entrare con Zana, ma anche lui non è stato bene oggi e non ha potuto lottare per la vittoria finale. Per me non è stato facile agganciarmi al gruppo di testa: la partenza è stata veramente terribile, una giornata durissima, tra la pioggia e tutti i corridori che volevano andare via. Io ho visto il gruppo che si allargava, Zoccarato che partiva con Mosca… Dentro Fidenza c’era qualche rotonda e ho capito che dietro avrebbero rallentato e ci ho provato. Samuele ha fatto un lavoraccio per riportarmi sotto, davvero. È questo il vero spirito di squadra.

Nel finale ho provato a tenere duro fino alla fine. La salita finale aveva pendenze in doppia cifra: De Marchi e Dombrowski hanno fatto subito il forcing, io onestamente non mi aspettavo di avere una grandissima gamba e sono salito con il mio passo. Poi ho iniziato a recuperare, li ho anche visti e tenuti a tiro. Però sai, loro a tutta, io a tutta… In salita c’è poco da recuperare se non hai un’altra gamba.

Caro diario, sai che quando li ho visti ai -3, sapendo che il finale non sarebbe stato in salita, ci ho creduto davvero? “Se riesco a fare un minuto forte e loro magari si guardano, rientro. E in volata sono il più veloce” pensavo. Ma con il senno di poi, ciaone! Comunque non ho rimpianti, caro diario. Sono più rammaricato per ieri, giornata con un arrivo tecnico, che per oggi. Certo, il sogno c’è stato…

In ogni caso, forse poco alla volta sto scoprendo che corridore sono. Ancora non lo so. Forse dovrei ascoltare Marsini, che ne ha avuti di corridori e continua a ripetermi che mi ha visto fare dei numeri che neanche immagino. Se me lo dice lui, ci credo. Dovrò lavorare sul peso, ma perché non dovrei poter diventare un bel cacciatore di tappe?

Ti saluto, caro diario, perché domani sarà un’altra giornata bella impegnativa. Il percorso è piatto, quindi forse non sarà facile per me riuscire a lottare davvero per il successo. Spero però in un altro piazzamento, sarei davvero felice. E spero anche in una prima parte tranquilla, in cui pedalare comodo in gruppo fino a 20 chilometri dall’arrivo. Intanto, però, mi prendo un po’ di meritato riposo

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