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Al Giro con la Bardiani #13 | Umberto Marengo: “La classifica dei traguardi volanti è un obiettivo, la sfida con Pellaud è molto impegnativa”

Ciao a tutti,

sono Umberto Marengo e oggi sono andato in fuga passando in testa alla classifica dei traguardi volanti di questo Giro d’Italia.

Anche oggi è stata ventosa e anche oggi è stata dura. Ho fatto 190 chilometri davanti e in più c’era da curare la classifica traguardi volanti. Il mio obiettivo erano i due traguardi volanti, dove volevo fare il meglio possibile. La classifica traguardi volanti è il mio obiettivo, stamattina sono partito secondo in quella classifica e mi sono detto che oggi dovevo balzare in testa, così ho vinto il primo e sono passato in testa alla classifica e poi ho fatto secondo al successivo. Ora nelle tappe dure non so, penso di stare più tranquillo, ma ci sono altre tappe in cui bisognerà attaccare e provare a vincere anche gli altri traguardi volanti.

Bisogna cercare di lottare il più possibile per portare a casa questa classifica e provare a salire sul podio finale. Questo è il mio primo Giro, con partenza da casa mia, salire sul podio finale… sono cose che per scaramanzia non voglio nemmeno immaginare. Anche perché adesso vengono tappe non dure, di più, bisogna concentrarsi su quelle e poi si vedrà. Se sarò in grado la porterò a casa, se qualcun altro sarà più forte, complimenti a lui, io ci ho provato e ci proverò fino alla fine.

Nelle prossime tappe non so davvero cosa immaginarmi. È tutto talmente nuovo per me, vedendo quando si va forte sarà durissimo sicuramente, ma non so cosa aspettarmi nello specifico. Anche perché non ho mai fatto una corsa così dura, né un Giro del Trentino, niente del genere, quindi non so cosa aspettarmi, l’unica cosa di cui sono sicuro è che ci sarà da fare tanta fatica. Sono stato già al Tour of Utah, dove c’erano salite, durissime per carità, ma era la salita sul finale, non tapponi. Domani ok, c’è l’ arrivo sullo Zoncolan, ma una tappa come quella in programma lunedì non si avvicinerà mai a nulla di quello che ho fatto finora. Allo Utah c’erano due tappe dure e lunghe, ma una  con un salita dura e lunga, seguita da discesa e arrivo e un’altra con arrivo in salita, poi il resto della tappa era tranquillo. Diciamo che qua hanno creato i tornanti, lì quando vedono una montagna tirano su una linea dritta e arrivi su.

In ogni caso, essere qui alla tredicesima tappa e essere ancora là davanti a combattere al mio primo Giro d’Italia mi fa avere il sorriso. Inizio a essere stanco, ma vedo tanti colleghi stanchi, spero ogni giorno che il numero dei corridori stanchi aumenti, così mi conforto moralmente. Come dici caro diario, mi chiedi di Bernal? Lui è meglio non guardarlo, ti viene la depressione. È come se facesse un altro sport, quindi meglio non guardarlo.

Per quanto riguarda i miei obiettivi principali, la sfida è invece con Simon Pellaud dell’Androni-Sideremc, e devo dire che è molto impegnativa. Ormai siamo io e lui a giocarci la classifica delle fughe e quella dei traguardi volanti. Solo che sui chilometri io sono un po’ indietro rispetto a lui, perché siamo stati in due fughe diverse e lui ha fatto più chilometri, io un po’ meno. Io comunque mi sto concentrando sui traguardi volanti, per adesso pensiamo a quella, poi se arriverò anche quella dei chilometri in fuga si vedrà, però ora pensiamo a fare bene in quella dei traguardi volanti. Oggi ho recuperato un po’ di punti anche nella classifica della combattività, è sempre un qualcosa in più.

Tornando al racconto di oggi, siamo andati via subito io e Rivi, lui forse era rimasto imbottigliato, ma anche lui doveva venire in fuga con noi e quindi poi è rientrato. Ma è scontato, quando ci troviamo lì davanti si capisce chi andrà in fuga, tanto è scontato che se ci sono io, Pellaud deve esserci e viceversa, non è che possiamo girarci tanto intorno. Poi possono variare gli altri, ma se c’è uno deve esserci anche l’altro, abbiamo obiettivi in comune, non è che si può fare diversamente. Oggi ho superato ufficialmente il massimo di tappe che avevo fatto in carriera con le dodici del Qinghai Lake, che era stata la corsa più lunga che avevo mai fatto e ora l’ho ufficialmente superata. Ovviamente la differenza con il Qinghai Lake non è solo quella, non posso fare nessun paragone. Diciamo che ogni giorno qua ha un valore, sia fisicamente che mentalmente.

Caro diario, come hai visto anche dai racconti dei miei compagni, comunque come squadra stiamo facendo un ottimo giro, sempre protagonisti dal primo giorno fino a oggi, abbiamo ottenuto anche diversi risultati, ovviamente manca la vittoria, ma la stiamo cercando, e speriamo che da qua a fine giro si riesca ad ottenere. Noi ci proviamo ogni giorno e più che essere sempre lì a giocarsela non si può fare, poi speriamo arrivi anche il nostro giorno e di poterlo raccontare su queste pagine. 

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