© Jean-Claude Faucher

Giro d’Italia 2018, UAE arroccata intorno a Fabio Aru

UAE Team Emirates vuole essere protagonista al Giro d’Italia 2018. La formazione emiratina sarà al via del #Giro101 con una selezione incentrata soprattutto intorno a Fabio Aru, che dopo i due podi già ottenuti punta quantomeno a ripetersi. Attorno allo scalatore sardo uomini in buona parte di esperienza, che lo potranno scortare sia in salita che in pianura, ma anche con la possibilità di potersi giocare qualche successo parziale, a partire da Diego Ulissi, che sarà la seconda punta della squadra, con licenza di colpire nelle frazioni intermedie. Assente invece un velocista, per concentrarsi maggiormente intorno al capitano in caso di bisogno e indirizzare la squadra in una direzione sostanzialmente unica.

Corridori come Darwin Atapuma, Valerio Conti e Jan Polanc saranno validi elementi di supporto per il capitano in salita, anche se la loro indole li ha visti spesso all’attacco in questi anni e probabilmente avranno anche loro qualche spazio per provarci, così come in salita prezioso sarà anche Vegard Stake Laengen. Per le tappe di pianura sarà soprattutto Marco Marcato ad avere il compito di tenere al sicuro il capitano, con l’esperto Manuele Mori a completare una ambiziosa selezione.

Fabio giunge al Giro d’Italia con un’enorme voglia di essere protagonista – spiega Giuseppe Saronni – È una sensazione di forte attrazione nei confronti della corsa Rosa che gli consentirà di dare il massimo in ogni frangente. Al suo fianco è stata allestita una squadra di corridori in grado di percepire le stesse emozioni e di agire con le giuste motivazioni: la base della formazione è composta da ben cinque italiani, pronti a onorare l’appuntamento del Giro d’Italia e di valorizzare al meglio la maglia tricolore del capitano”.

L’aspetto psicologico è caro all’iridato di Goodwood, che e sottolinea l’importanza anche nell’approccio dei rimanenti componenti della squadra: “I tre ciclisti stranieri, Atapuma, Laengen e Polanc, hanno dimostrato di apprezzare la Corsa Rosa e di poter dare un contributo di entusiasmo a tutto il gruppo. Non va dimenticato – aggiunge –  che questi ragazzi hanno una buona attitudine con il successo sulle strade del Giro, basti ricordare le sei tappe conquistate da Ulissi, le due di Polanc e le tre vittorie di Aru, condite da due podi finali. Questi sono fattori che possono fare la differenza nell’economia di una grande corsa a tappe anche a cospetto di formazioni più forti sulla carta”.

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