Settimana Coppi e Bartali 2026, Diego Ulissi terzo: “Ho fatto il massimo, sono stato battuto da due corridori veloci”
Anche Diego Ulissi è riuscito a essere protagonista nella frazione d’apertura della Settimana Coppi e Bartali 2026. Il corridore della XDS Astana Team ha concluso in terza posizione nell’insidiosa Barbaresco – Barolo, una tappa movimentata decisa da uno sprint di un gruppo con una sessantina di unità. Il toscano ha saputo lanciare la sua volata al momento giusto ma non ha potuto rispondere all’accelerazione di Axel Laurance (INEOS Grenadiers), poi vincitore, e di Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), entrambi dotati di uno spunto perfetto per questo genere di traguardo. In ogni caso, il 36enne ha dimostrato una volta di più di essere ancora in grado di lottare per risultati importanti.
“Le sensazioni sono buone – ha spiegato in esclusiva ai microfoni di SpazioCiclismo appena dopo il traguardo – Ho fatto il massimo su questo arrivo. Sono stato battuto da due corridori molto veloci. La squadra si è mossa al meglio. Noi siamo partiti bene, siamo contenti. Noi siamo una squadra giovanissima, a parte me (ride, ndr), quindi è bene preservare le forze. Sia Laurance sia Schmid sono corridori perfetti per questo arrivo, quindi abbiamo preferito restare a ruota”.
Sempre ai nostri microfoni, questa mattina Diego Ulissi aveva parlato delle proprie sensazioni al via di questa Settimana Coppi e Bartali 2026: “Sono soddisfatto di questo inizio di stagione, mio e di tutta la squadra. Ora ci aspettano appuntamenti importanti. Sono qui con una squadra molto giovane, ragazzi che hanno voglia di crescere e di mettersi in mostra. Se sto bene, io cercherò di sfruttare la mia occasione. Vincere è sempre difficile, ma voglio cercare di essere lì con i primi. Non penso a fare la diciottesima stagione di fila con almeno una vittoria. Durante gli anni ho pensato solo a dare il massimo, di cercare di cogliere le occasioni quando arrivano. Le vittorie che sono arrivate sono state soltanto una conseguenza”.
Anche la differenza d’età, comunque, non è un problema, ma solo uno stimolo: “Per me è bello correre con avversari così giovani, mi confronto con loro. Spero di essere da insegnamento, io cerco di trasmettere qualcosa ai miei compagni di squadra giovani e di aiutarli. Se incontrassi il me stesso neoprofessionista, gli direi che sono molto fiero di quello che ha fatto. Non è facile fare 17 stagioni da professionista a buon livello”.
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