Team Vorarlberg, Orrico protagonista della cronosquadre iridata: “È stata un’esperienza bellissima”

Davide Orrico è stato uno dei tredici protagonisti italiani della recente cronosquadre ai Campionati del Mondo di Innsbruck 2018. Il 28enne azzurro si sta ritagliando uno spazio importante nel Team Vorarlberg – Santic, formazione Continental austriaca che si è dimostrata la migliore di quelle di casa con il quattordicesimo tempo finale a poco meno di cinque minuti dai vincitori della Quick-Step Floors.

Il risultato ottenuto gli sta permettendo di proseguire un finale di stagione piuttosto positivo, che lo ha visto chiudere al sesto posto la Coppa Agostoni pochi giorni fa: “È davvero bello tornare a correre in Italia – ha raccontato ai nostri microfoni – perché la mia ultima gara che avevo fatto qui era l’Appennino. Non ho tante le occasioni di correre vicino a casa, ma quando ci sono è bello sfruttarle”.

Si tratta quindi di un periodo finalmente fortunato dopo un 2017 che si era concluso malamente: “Una caduta allo Slovenia dopo il podio a Lugano dove ho rotto il piatto tibiale e il femore mi ha in pratica precluso la stagione e non ho avuto la riconferma da parte della Sangemini, ma ho trovato in extremis questa piccola ma grande realtà che è il Team Vorarlberg, una squadra Continental austriaca che è la governativa della regione quindi molto seria”.

Il nuovo ambiente, “completamente diverso da quello italiano” gli ha permesso di sperimentare “un nuovo calendario e nuovi stimoli”. “È bello poter far parte di questa squadra – aggiunge – e a breve mi incontrerò con il Team Manager sperando di poter rinnovare. Mi trovo davvero bene ma devo dire che per essere una Continental con un budget limitato, l’organizzazione è ottima. Non ci fanno mancare niente, sono molto competenti e professionali in tutto e per tutto. La loro mentalità è che i corridori devono essere occupati e se ci sono da fare duemila chilometri con i mezzi, si prende e si va senza problemi. Questa è una grande differenza che trovo con l’Italia”.

Il fiore all’occhiello della stagione sua e della squadra è stata senza dubbio la possibilità di partecipare alla cronosquadre Mondiale di domenica scorsa: “È stata un’esperienza bellissima – racconta sempre ai nostri microfoni – poi la squadra essendo austriaca ci teneva tantissimo. Per loro era più di un Mondiale, la conclusione perfetta per l’annata. Essendo anche andati anche bene, erano veramente felici. Nel nostro piccolo siamo stati la miglior squadra austriaca, seconda migliore Continental dietro la Elkov che erano fin da subito irraggiungibili, con i quali era una sfida persa in partenza. Ci abbiamo provato, siamo andati a Innsbruck il mercoledì sera per provare il percorso giovedì, venerdì e sabato. Questo dà l’idea di quanto ci tenessero, così abbiamo affinato i cambi e scelto i materiali. Alla fine avremmo anche potuto optare per un rapporto più duro, che ci avrebbe permesso di limare qualche decina di secondi”.

“Siamo partiti con con tante aspettative e i valori li abbiamo mantenuti, sapevamo come gestirci. La prima parte siamo andati veramente forte, forse un pochino troppo, mentre abbiamo sofferto in salita e nel successivo falsopiano – prosegue Orrico – Abbiamo perso il primo corridore subito dopo la salita e poi siamo siamo rimasti in cinque e poi in quattro. Bellissima esperienza, con i tifosi dalla nostra parte. Era il mio primo mondiale, vivere tutto l’ambiente con così tante persone attorno è una cosa che non capita tutti. Non capita spesso a corridori come me di affrontare corse dove in salita devi passare in mezzo a due ali di folla. Ricorderò per lungo tempo anche l’affiatamento con i compagni, con i quali ho stima e rispetto, anche se parliamo lingue diverse”.

Alla fine sono riusciti a concludere prima di tutte le altre squadre di casa: “In Austria la Felbermayr di Fortin era favorita rispetto a noi, ma siamo riusciti a dare loro 45 secondi che per noi è una piccola grande vittoria. Abbiamo chiuso in linea con le aspettative, a quattro minuti da corridori che prendono di stipendio cinque volte il nostro budget di squadra. Abbiamo fatto meglio della Ag2r, quindi è stato un successone”.

La chiusura di stagione passerà ora dalla Francia: “Chiuderò poi in Europa con la Tacx Pro Classic nei Paesi Bassi per poi finire la stagione ad Hainan in Cina”.

Intervista a cura di Matteo Caimi

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