© Davy Rietbergen/Cor Vos

Primus Classic 2019, Edward Theuns: “Questa vittoria è un enorme sollievo”

Edward Theuns è finalmente tornato ad alzare le braccia al cielo alla Primus Classic 2019 dopo due anni senza vittorie. Il ritorno alla Trek-Segafredo, dopo un anno deludente alla Sunweb, ha significato una ritrovata serenità per il corridore belga, che però non era riuscito a concretizzare sulla strada il suo nuovo status mentale, pur essendoci andato molto vicino soprattutto al BinckBank Tour e anche in un paio di occasioni alla Vuelta. Proprio nel GT spagnolo, però, il velocista classe ’91 aveva ottenuto dei risultati nel complesso al di sotto delle aspettative, lasciando presagire ai più pessimisti una nuova spirale di risultati negativi.

La vittoria alla Primus Classic, però, ha cambiato nuovamente le carte in tavola e potrebbe fargli acquisire quella fiducia che finora gli mancava, tuttavia Theuns al termine della corsa ha pensato solo a godersi il momento: “ Questa vittoria è un grande sollievo, e un grande ringraziamento va alla squadra. Non vincevo da quasi due anni, ora sono felicissimo. Sono contento e orgoglioso di essere riuscito a coronare il lavoro della squadra”.

Ancora in preda all’entusiasmo, poi, il ventottenne si è dedicato a raccontare la corsa dal suo punto di vista: “Nel finale avevo dei dubbi, perché non avevo buone sensazioni e così ne ho parlato con Stuyven e gli ho detto che non ero fiducioso in un arrivo allo sprint, così lui ha attaccato e io e Mads Pedersen abbiamo provato a spezzare il ritmo in gruppo, mettendoci in seconda e terza posizione. Improvvisamente ho sentito Mads gridare alla radio ‘Vai Eddie’, mi sono voltato e c’era un piccolo gap, così sono saltato sulla ruota di Stuyven”.

Anche quando le energie dei compagni di squadra si sono esaurite, però, Theuns è stato bravo a gestire lo sforzo anche da solo: “Stuyven ha fatto un’ultima tirata e poi sono andato a tutta quando mancavano 2,5 km alla fine. Negli ultimi 800 metri avevo un buon vantaggio, ma c’era vento contrario e li sentivo arrivare, per quello non ho alzato le braccia al cielo prima del traguardo. Nell’ultimo rettilineo mi sono voltato ed erano vicinissimi. Credo di non aver mai chiuso una corsa con così tanti crampi”.

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