Doping, Enrico Rossi assolto dopo oltre nove anni

Enrico Rossi assolto dopo nove anni. Arrestato assieme ad altri sospettati nel settembre del 2010 nell’ambito di una operazione antidoping che coinvolgeva una trentina di persone tra Roma e Rimini, l’ex ciclista romagnolo è stato assolto perché “il fatto non sussiste”, secondo la decisione del tribunale di Rimini. L’ex ciclista cesenate, che all’epoca dei fatti correva alla Ceramica Flaminia, formazione Professional con cui l’anno prima aveva concluso in nona posizione la Milano – Sanremo, si era sempre dichiarato innocente dall’accusa di ricettazione che gli era imputata.

Nel procedimento erano coinvolti anche preparatori, medici, farmacisti di squadre dilettantistiche o professionistiche, nonché alcuni frequentatori di palestre che avevano portato a una quarantina di perquisizioni domiciliari in numerose province del centro-nord. Un calvario durato dieci anni che vede dunque l’ex cognato di Riccardo Riccò (all’epoca dei fatti sua sorella Vania Rossi, inizialmente a sua volta inserita tra i sospettati, era moglie del ciclista di Formigine che era stato a sua volta tirato inizialmente in mezzo da un amatore tanto che l’operazione era stata rinominata Cobra Red, dai soprannomi dei due ciclisti) assolto dalle pesanti accuse.

In seguito alle prime indagini era stato considerato al vertice di quella che era stata descritta una associazione a delinquere, coinvolgendo in particolare un agente pubblicitario, collaboratore di una nota rivista del settore, un farmacista, una infermiera ospedaliera e due amatori.

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