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Campionati Nazionali 2019, finalmente Alex Howes: “Aspettare così a lungo rende tutto più dolce”

Dopo tanti tentativi, finalmente la vittoria più inseguita è arrivata per lo statunitense Alex Howes nei Campionati Nazionali 2019. Il portacolori della EF Education First ottiene così il primo successo importante della sua carriera, dopo un secondo e un terzo posto ottenuti nel 2016 e nel 2014, la maglia a stelle e strisce è sua. Professionista dal 2011, sempre con con la formazione di Jonathan Vaughters, per lui si tratta del quarto successo in carriera, a due anni e tanti problemi dall’ultima volta. Una doppia soddisfazione.

“L’arrivo al traguardo è stato surreale – commenta entusiasta – L’avevo sognato da così tanto tempo ed è stato molto meglio di quanto avessi potuto mai immaginare. Avere mia moglie, mio ​​padre, il mio cane lì, mia madre su Skype, essere circondato da amici… è stato fantastico. Sono davvero onorato e stupito di quante persone siano davvero felici che io abbia vinto”.

Se per certi versi il successo è stato inatteso, il 31enne di Denver ricorda la consistenza avuta sinora: “Negli anni ho dimostrato di essere uno dei migliori corridori americani per le corse di un giorno e il Campionato Nazionale, la migliore gara di un giorno negli Stati Uniti, è sempre stato il mio obiettivo. Dopo esserci arrivato vicino così tante volte, la pressione e la delusione crescevano in modo esponenziale dopo ogni sconfitta. Aspettare così a lungo rende tutto più dolce“.

Il neo campione nazionale commenta inoltre la corsa, in cui ovviamente la sua squadra partiva tra le favorite, pur avendo pochi corridori a disposizione. Per questo da subito si è optato per una corsa d’attacco, che lo ha visto come interprete più agguerrito. “Siamo stati aggressivi da subito come squadra – analizza – Avevo la sensazione che le squadre più numerose volessero una corsa più tradizionale, ma con tutti i membri del nostro team che hanno spinto fin da subito, ho pensato: ‘Sai cosa? Al diavolo! Se le altre squadre vogliono vincere, dovranno venirmi a prendere’, e sono andato a tutta al quarto giro. Questo ha dato l’impronta a tutta la giornata”.

Una corsa così desiderata e sofferta che addirittura Howes confessa di averla anche sognata: “Nel finale ero cotto. Negli ultimi 70 chilometri avevo i crampi e non ero in grado di seguire le dure accelerazioni di Bassett e Powless. Quando sono stato staccato ero quasi sicuro che fosse finita. In realtà ho avuto un incubo proprio su quel momento la scorsa notte, in cui venivo staccato e non riuscivo più a rientrare. Ma, tornando alla vita reale, sapevo che eravamo tutti cotti, così mi sono detto di continuare a soffrire”.

Una grande rivincita per il corridore americano che ha dovuto anche superare problemi di salute: “L’anno scorso, in questo periodo, stavo vivendo un momento piuttosto buio, lottando per un problema non diagnosticato alla tiroide, combattendo il mio corpo, fino a pensare di smettere. Ero depresso e spaventato, logorato. Tornare e vincere la maglia un anno dopo? Questa è beatitudine. Pura soddisfazione”.

Ora Howes può pensare ai prossimi obiettivi, nei quali sfoggiare la sua nuova maglia. Prevedibilmente, niente Tour de France -altrimenti non sarebbe neanche stato al via della corsa dall’altra parte dell’Atlantico: “Penso che la mia prossima gara sarà il Tour of Utah (che prenderà il via il prossimo 12 agosto, ndr). È giusto esordire con la maglia in casa”.

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