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Altopack-Eppela, condanne fino a 30 anni per la vicenda scoppiata dopo la morte di Linas Rumsas (aggiornato)

Pesanti condanne nella vicenda Altopack-Eppela. Sono ancora in corso alcune udienze relative all’inchiesta nata in seguito alla tragica morte di Linas Rumsas. Gli inquirenti avevano arrestato sei persone e messo 17 persone nel registro degli indagati, con le condanne da parte del Tribunale Nazionale Antidoping che stanno arrivando in questi giorni. Primo corridore ad essere stato squalificato è Matteo Alban, tesserato FCI, per il quale è stata decisa per violazione degli articoli 2.2 (Uso o tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito) portando ad una squalifica di quattro anni, a decorrere dal 13 luglio 2020 e con scadenza al 12 luglio 2024, oltre all’invalidazione dei risultati agonistici conseguiti a far data dal 22 giugno 2017 al 13 luglio 2020. Stessa squalifica nei giorni successivi anche per i fratelli Niko Colonna e Yuri Colonna, con il contratto del secondo che è stato di conseguenza rescisso dalla Zalf Euromobil Désirée Fior, alla quale era approdato quest’anno (i fatti contestati risalgono ormai a tre anni fa) mentre il primo non è più ormai un tesserato.

Non tesserati invece Narciso Franceschi e suo figlio Luca Franceschi. Il primo, ex corridore dilettante di buon livello e proprietario di un negozio di bici, è il proprietario della casa messa a disposizione degli atleti per la somministrazione delle sostanze dopanti, mentre il secondo è il proprietario della Altopack. Per entrambi è scattata una inibizione di 30 anni da parte della prima sezione del NADO, con scadenza dunque nel luglio del 2050. Numerose le violazioni a loro imputate, alle quali si aggiunge una sanzione economica di 5000 euro. In attesa di giudizio Elso Frediani, direttore sportivo del team la cui udienza è fissata per venerdì 17 luglio, per il quale le imputazioni sono le stesse. Si tratta di manomissione o tentata manomissione dei controlli antidoping, traffico di sostanze illegali, somministrazione di sostenze vietate e complicità. Tra gli indagati figurava anche Maria Luisa Luciani, moglie e madre dei Franceschi.

Tra coloro già condannati dal TNA anche Andrea Bianchi, ciclista amatoriale tessarato CSAIN e farmacista. Per lui una squalifica di 7 anni per le violazioni degli articoli 2.2, 2.7, ovvero Uso o tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito da parte di un Atleta e Traffico illegale o tentato traffico illegale di sostanze vietate o metodi proibiti. Nei prossimi giorni attese le udienze anche per alcuni corridori (è stata rinviata al 21 settembre quella di Maher Tounsi, mentre comparirà presto anche Francesco di Felice, ancora tesserato FCI) e del medico Daniele Tarsi.

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