© Nuno Veiga/Lusa

Rally Cycling, Nigel Ellsay si ritira dopo la frattura di 4 vertebre: “Potrò recuperare pienamente, ma non voglio ritrovarmi di nuovo a rischiare la vita. Riprendo gli studi”

Anche Nigel Ellsay annuncia il ritiro. Vittima di un tremendo infortunio nel mese di settembre, l’ormai ex portacolori della Rally Cycling sta ancora affrontando una lunga rieducazione per poter ritrovare piena funzionalità fisica. Con un pensiero già presente nel suo spirito di riprendere pienamente gli studi dopo sei anni completamente dedicati al ciclismo, il canadese ha così trovato nella caduta il momento decisivo che lo ha portato a prendere questa decisione. Classe 1994, lascia dunque il ciclismo professionistico senza alcun successo dopo tre stagioni alla Rally Cycling, ma anche una lunga militanza alla Silber Cycling, formazione del suo paese in cui il canadese ha potuto spesso confrontarsi anche con atleti di formazioni WorldTour.

“Prima non ero ancora sicuro di quando mi sarei ritirato – spiega al Canadian Cyclist – Sapevo che sarebbe potuta essere una cosa improvvisa, oppure che avrei potuto correre a lungo. Ma da qualche parte in me sapevo che era qualcosa che prima o poi avrei dovuto fare. Poi è arrivata la caduta… e ho realizzato che c’erano anche tante altre cose che avrei voluto davvero fare e che non volevo trovarmi di nuovo in ospedale con un infortunio che ti far rischiare la vita […] Non dico che ho preso la decisione all’improvviso, ma è successo abbastanza in fretta, nell’arco di un mese”.

Dopo i forti timori iniziali, fortunatamente sembra che potrà avere un pieno recupero dalla frattura di quattro vertebre riportata al Giro di Portogallo. “Sono rimasto tre settimane in ospedale – spiega – Sto ancora lavorando al recupero visto che mi sono anche fratturato un osso facciale, ho avuto un trauma cranico e uno al petto, oltre a lesioni ai ligamenti, quindi una bella lista di ferite. Ho subito due interventi, di cui uno alla schiena, e ho ancora dei ferri che dovranno essere rimossi l’estate prossima. Ma mi è stato detto che potrò avere un pieno recupero. Ora posso camminare e nuotare. E dovrei essere in grado di tornare in bici nell’arco di un paio id mesi”.


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