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Doping, la WADA ufficializza l’archiviazione in tempi più rapidi per i casi di positività al clenbuterolo

L’Agenzia mondiale antidoping ha dato il via libera per l’archiviazione in tempi rapidi dei casi di positività legati al clenbuterolo. Questa novità sarà introdotta solo per i casi derivanti dall’ingestione di carne contaminata, con l’agente anabolizzante che resterà proibito sia durante che fuori dalle competizioni. A margine del consiglio tenuto nella giornata di giovedì, la WADA ha diramato una dichiarazione spiegando che “è scientificamente provato che un atleta possa risultare positivo al clenbuterolo a bassi livelli dopo aver ingerito carne contaminata in un ristretto numero di paesi in cui si pone questo problema”.

Già nel maggio del 2018 il direttore legale della WADA, Julien Sieveking, aveva aperto alla possibilità di snellire i procedimenti per casi simili. Il provvedimento entrerà in vigore dal 1° giugno 2019. Il caso più celebre di positività al clenbuterolo è quello di Alberto Contador, che venne sospeso per due anni dopo una positività rilevata in un controllo effettuato al Tour de France il 21 luglio 2010 e si vide togliere sia quell’edizione della Grande Boucle vinta che l’affermazione ottenuta al Giro d’Italia nell’anno successivo venendo sospeso per due anni dal TAS.

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