© Tim de Waele

Doping, il MPCC attacca l’AMA in una lettera aperta e chiede le dimissioni del presidente

Il MPCC chiede le dimissioni del presidente dell’AMA. La riunione del Mouvement Pour un Cyclisme Crédible tenutasi nella serata di ieri ha portato a una serie di amare considerazioni sull’operato dell’Agence Mondiale Antidopage, culminate in una lettera aperta proprio contro l’organismo dell’antidoping. Uno dei principali motivi d’accusa all’AMA è il mancato inserimento del tramadolo tra le sostanze proibite per il 2019, comunicate lo scorso primo ottobre. L’analgesico sintetico è annoverato tra i prodotti considerati dopanti dal MPCC fin dal 2012, con richiesta di inserirlo tra le sostanze al bando rinnovata annualmente (con approvazione dell’UCI). Tuttora il tramadolo è invece tollerato dall’AMA. Secondo dati rivelati dal MPCC, nel 2015 il 5,9% di controlli nel ciclismo ne rilevavano una traccia, nel 2017 ancora il 4,4%. Il movimento per un ciclismo credibile chiede quindi la sua esclusione per motivi etici, in quanto migliorerebbe le performance sportive, e di sicurezza per i corridori.

La lettera aperta prosegue con la constatazione che da anni non vengono aggiornate le sostanze dopanti messe al bando dall’AMA, nonostante le diverse segnalazioni. Inoltre si riscontra una disparità tra gli sport singoli e quelli considerati di squadra, in cui i controlli vengono effettuati solo durante gli allenamenti di gruppo, e non fuori da questi. I ciclisti, pur facendo parte di uno sport di squadra, devono essere rintracciabili in ogni momento e comunicare la loro posizione per eventuali controlli a sorpresa.

Il MPCC ha poi sottolineato la disparità di trattamento nell’applicazione delle procedure e delle sanzioni tra il caso Froome e altri riscontrati nel panorama ciclistico, un fatto che mina la credibilità dello sport e delle organizzazioni poste a sua totale. Viene poi messa in dubbio la correttezza del criterio secondo cui le sostanze sono messe al bando a meno che siano usate con dosi terapeutiche, un principio che cozza con le idee e gli obiettivi del movimento.

Ultimo elemento di dissidio è la decisione dell’AMA di reintegrare la RUSADA, sospesa nel 2015. L’agenzia anti doping russa è infatti stata riammessa pur non avendo rispettato le due condizioni alla base del suo reintegro, vale a dire ammettere la veridicità del rapporto McLaren, che rivelava l’esistenza di un sistema di doping istituzionale, e consentire (con l’approvazione del governo russo) l’accesso ai laboratori di antidoping di Mosca. Entrambe richieste non accolte dalla RUSADA, che è comunque stata riammessa contro il parere del MPCC.

In conclusione, riportiamo le richieste finali del MPCC, tra cui spicca la richiesta delle dimissioni del presidente dell’AMA:

  • Il MPCC non vuole essere complice delle decisioni discutibili dell’AMA.
  • Il MPCC ricorda che il ruolo primario dell’AMA è difendere gli atleti sani.
  • Il MPCC si rammarica che il le sue richieste avanzate all’AMA da 10 anni siano rimaste inascoltate, soprattutto sulla questione importante dei corticosteroidi.
  • Il MPCC invita a una maggiore indipendenza dell’AMA.
  • Il MPCC invita a prendere le conseguenze di una situazione che toglie credibilità al mondo sportivo e rimette in discussione il fondamento delle regole internazionali, chiedendo le dimissioni del presidente M. Craig Reedie.
  • Il MPCC domanda agli organizzatori, federazioni nazionali e internazionali, agli atleti, alle agenzie nazionali antidoping, a tutti gli iscritti al codice mondiale antidoping, di dare la loro voce e sostenere queste azioni.

Una serie di richieste e constatazioni che ben denotano il malcontento nei confronti dell’operato dell’AMA, accusato di non proteggere gli interessi di un ciclismo pulito.

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Un commento

  1. AMA classico organismo asservito ai potenti(caso Froome docet),che lo sport sia pulito mi pare proprio una chimera,con tutti i soldi e il business che ruotano intorno agli eventi sportivi l’impressione è che salute,ética e valori siano sempre meno importanti e contano solo risultati e denaro,per cui qualsiasi mezzo è lecito pur di conseguirlo…come dice Landis in un altro articolo è difficile credere che ora sia cambiato qualcosa e vadano a pane e acqua,sicuramente è piu facile credere che l’enorme business delle case farmaceutiche continui ad progredire nel campo della ricerca di nuovi prodotti difficilmente rintracciabili e l’AMA mi sembra orientata a trovare solo ogni tanto qualche capro espiatorio ma non a sradicare il problema in toto

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