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Trek-Segafredo, Degenkolb: “A Roubaix la vittoria più emozionante di tutta la mia carriera. Ora Fiandre e Mondiale”

Uno dei momenti più emozionanti dell’anno è stato senza dubbio il successo di John Degenkolb al Tour de France 2018. Vincitore a Roubaix dopo una impegnativa tappa tanto temuta, il corridore della Trek – Segafredo quel giorno si è messo alle spalle le sfortune di due stagioni molto complicate non nascondendo la sua grande emozione e le conseguenti lacrime. Vincitore due volte al Challenge Mallorca ad inizio stagione, il corridore tedesco non otteneva un successo di questo livello da quasi tre anni, quando nel suo straordinario 2015 aggiunse una tappa della Vuelta a España ai trionfi di Milano – Sanremo e Parigi – Roubaix.

Con il terribile infortunio ad inizio 2016 che lo aveva tenuto fuori sino a maggio, era infatti iniziato un vero e proprio calvario dal quale non era più realmente uscito, ottenendo alcune vittorie in corse di buon livello, ma non di primissimo piano. Erano arrivati anche alcuni piazzamenti, ma più beffardi che consolatori. Finalmente il 15 luglio ha potuto far esplodere il suo urlo liberatorio, che da tempo si portava dentro.

“È stata sicuramente la vittoria più emozionante di tutta la mia carriera – ammette a CyclingWeekly – Vincere una tappa così importante dopo un lungo periodo difficile è stata una grande ricompensa per tutte le battaglie che ho dovuto affrontare. Un modo per voltare pagina e chiudere con quei problemi”.

Provando dunque a lasciarsi alle spalle il terribile incidente del gennaio 2016 a Calpe, quando fu invesito in allenamento con altri cinque compagni (recentemente Max Walscheid si è tolto l’enorme piastra che da allora portava alla gamba), il corridore teutonico spera di poter ora riprendere da dove aveva lasciato. “Voglio provare a vincere corse ancora più grandi l’anno prossimo – aggiunge – Non vedo l’ora inizi la stagione. Dopo due settimane di riposo, già non vedo l’ora di tornare nuovamente in bici e sono impaziente di riprendere gli allenamenti”.

Classe 1989, nell’anno dei suo trenta anni (li compirà subito, il 7 gennaio) potrebbe così andare a caccia dei grandi obiettivi rimasti incompiuti sinora. Guardando al suo palmarès sono due le corse che sente mancargli: Giro delle Fiandre e Mondiale. “Sono queste le corse che ancora non ho vinto – conclude – Sarebbe un sogno, sono quelle che rappresentano obiettivi di una vita. Vedremo… Non ho ancora visto i dettagli del percorso di Yorkshire 2019 (che sembra adatto ai cacciatori di classiche, resistenti e veloci, ndr). Ma intanto il primo obiettivo della stagione saranno le Classiche di Primavera“.

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