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Team Sky, Moscon non si pone limiti: “Posso giocarmi le mie carte a Roubaix e ai Mondiali”

Per Gianni Moscon si sta per aprire la stagione della verità. Chiuso il 2018 a suon di vittorie, arrivando a giocarsi anche il campionato del Mondo (chiuso al 5° posto) su un percorso non completamente adatto alle sue caratteristiche, il portacolori del Team Sky si è lasciato alle spalle nel miglior modo possibile le vicende che lo avevano visto protagonista al Tour de France, con la squalifica in corsa per un colpo rifilato ad Elie Gesbert (Fortuneo-Samsic) che gli era costata anche una sospensione disciplinare di cinque settimane comminata dall’UCI. Pronto a debuttare all’UAE Tour il prossimo 24 febbraio, il 24enne trentino sarà successivamente in gara alla Tirreno-Adriatico (13-19 marzo), alla Milano-Sanremo (23 marzo) e poi tutte le classiche del nord, che correrà da capitano, fino alla Parigi-Roubaixin programma il 14 aprile.

Appuntamenti che faranno da preludio al debutto assoluto al Giro d’Italia dove, dall’11 maggio al 2 giugno, cercherà prima di tutto un successo di tappa esplorando poi i propri limiti di tenuta sulle tre settimane: “I miei obiettivi principali restano le classiche in Belgio sul pavè, Fiandre e Roubaix, e poi ovviamente il Giro d’Italia. La mia prima partecipazione alla Corsa Rosa, da italiano, sarà molto importante. È la massima ambizione di ogni corridore. Sono cresciuto guardando il Giro d’Italia in televisione e poter essere sugli schermi di tutti gli italiani rappresenta una grande ambizione”.

Il mirino è però ben saldo sugli eventi che lo vedranno protagonista da leader in primavera, dopo una parentesi in chiaroscuro lo scorso anno: “Il bello di correre le classiche del pavè è che sono corse uniche. Percorri quelle strade solo in primavera e poi non le vedi più per tutto il resto della stagione. Questo rende quegli appuntamenti davvero unici. Il quinto posto ottenuto a Roubaix nel 2017 mi dà sicuramente motivazione per presentarmi a quella corsa con tutta la voglia di vincere e provare a giocarmi le mie carte”.

A fine anno, poi, non è da escludere un suo ruolo da protagonista nella corsa iridata. Sebbene il percorso disegnato nello Yorkshire sembri soprattutto adatto ai velocisti, Moscon – che al termine della prova di Innsbruck ha incassato anche i complimenti a mezzo stampa del comissario tecnico Davide Cassani – non esclude di potersi giocare le proprie carte: “Il Mondiale è uno degli obiettivi. Alcuni dicono che sia facile, altri che sia duro. Personalmente non conosco strade semplici nello Yorkshire e sono convinto che con un po’ di fortuna e di inventiva ci sarà spazio anche per uomini da Classiche”.

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2 commenti

  1. magari se tiene le mani sul manubrio e la bocca chiusa magari…a dimenticavo attaccarsi all’ammiraglia è vietato

  2. un po’ impulsivo per il resto un corridore solido che darà soddisfazioni all’italia,

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