Sicurezza, l’UCI farà un test su un sistema di localizzazione GPS durante il Giro di Romandia Donne – La stessa tecnologia sarà poi utilizzata ai Mondiali di Kigali

L’Unione Ciclistica Internazionale si appresta a testare un sistema di localizzazione GPS di sicurezza. Nelle scorse settimane, il massimo organismo mondiale del ciclismo aveva annunciato l’intenzione di studiare l’introduzione del monitoraggio in tempo reale degli atleti tramite GPS, una misura già adottata quest’anno al Giro di Svizzera, e oggi ha comunicato che un test su questo sistema verrà condotto in occasione del Giro di Romandia Donne 2025, in programma dal 15 al 17 agosto. L’obiettivo è quello di perfezionare la tecnologia in vista di un suo utilizzo ai Mondiali di Kigali 2025, dove ogni corridore sarà dotato di un dispositivo GPS che servirà a rafforzare il monitoraggio della sicurezza e contribuirà magari ad evitare quanto accaduto lo scorso anno nella rassegna iridata di Zurigo in occasione del tragico decesso di Muriel Furrer.

“L’Unione Ciclistica Internazionale, in collaborazione con il Giro di Romandia Donne e le squadre partecipanti, condurrà un test su un sistema di localizzazione GPS di sicurezza durante l’edizione di quest’anno della gara – recita il comunicato emesso dall’UCI – Questa iniziativa, che fa parte degli sforzi continui dell’UCI e di SafeR per migliorare la sicurezza dei corridori nel ciclismo su strada professionistico, vedrà una ciclista per squadra portare con sé un dispositivo di localizzazione GPS. La stessa tecnologia sarà utilizzata ai Campionati del Mondo su Strada 2025 a Kigali, in Rwanda, dove tutti i corridori porteranno con sé il dispositivo“.

“L’obiettivo di questo test è perfezionare il software di localizzazione di sicurezza dell’UCI e stabilire protocolli per fornire dati in tempo reale al controllo di gara, alle équipe mediche e ai commissari UCI. Questo sistema rafforzerà il monitoraggio della sicurezza dei corridori durante le gare e consentirà una risposta rapida in caso di incidenti. Si tratta di un importante passo avanti per garantire la sicurezza dei corridori e l’UCI continuerà a lavorare a stretto contatto con gli organizzatori dell’evento e tutte le parti interessate per una più ampia implementazione di tale tecnologia nelle prossime stagioni“.

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