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© Tirreno - Adriatico

Mitchelton-Scott, Simon Yates torna sulla positività al Covid: “Non so da dove ho preso il virus. Ora sono completamente guarito, mi sto di nuovo allenando e mi sento bene”

Per Simon Yates, quella 2020 non sarà probabilmente una stagione da ricordare. Non tanto per i risultati che, al netto di soli 38 giorni di corsa, hanno visto comunque il portacolori della Mitchelton-Scott aggiudicarsi la Tirreno-Adriatico e conquistare un podio al Giro di Polonia, quanto per come questa annata si è conclusa. Il 28enne, infatti, è stato costretto al ritiro prima della partenza dell’ottava tappa del Giro d’Italia a causa della positività al Covid-19, fatto che l’ha obbligato a dieci giorni di isolamento e, appunto, a terminare anzitempo un anno già di per sé complicato, dovendo dire addio ancora una volta alla possibilità di lottare per la Maglia Rosa.

“Ero arrivato in ottima forma – ha dichiarato Yates a Cyclingnews – Nel prologo mi sentivo benissimo, e poi da lì la forma ha iniziato a crollare, quindi c’era ovviamente qualcosa che non andava. Ed è stato un po’ di sollievo. Voglio dire, quando ho ricevuto il test positivo per il Covid, la mia prima reazione è stata sollievo, perché sentivo che qualcosa non andava. Poi, ovviamente, con il passare del tempo è aumentata la delusione per non aver potuto battagliare in gara”.

“Non so da dove ho preso il virus – ha proseguito il britannico – Non c’è stato un momento in cui ho pensato ‘Sai cosa? Siamo molto esposti qui’ ma sicuramente non era una bolla di cemento. Condividevamo gli hotel con persone normali che erano in vacanza, era difficile separare tutti. Avevamo il nostro chef, il nostro spazio, ma condividevano ancora lo stesso hotel, quindi era davvero difficile separare tutti. Ma penso che, come gruppo, abbiamo fatto un buon lavoro. Voglio dire, se quest’anno non avessimo avuto nessuna gara, avremmo parlato di problemi diversi: squadre che non sopravvivono e cose del genere. Penso sia fantastico che siamo riusciti a completare la stagione come potevamo, davvero“.

A due mesi dalla positività, il 28enne si è ormai ripreso: “Ora sono completamente guarito, mi sto di nuovo allenando e mi sento bene. Sono qui in Italia a fare dei test approfonditi sul cuore e tutto il resto, giusto per essere sicuri che non ci siano problemi. In realtà non avevo niente: sembrava solo un comune raffreddore, ma ho perso il senso dell’olfatto e del gusto, e ci è voluto molto tempo perché tornasse. Anche ora, non credo che il mio olfatto sia tornato al cento per cento“.

Per la prima volta da quando è passato professionista, Yates non sarà nella stessa squadra del fratello Adam, che l’anno prossimo correrà per la Ineos: “Di sicuro, sarà diverso, sarà strano ma, allo stesso tempo, la vita va avanti. Ci siamo scontrati anche prima di diventare professionisti, quindi non credo che sarà un grosso problema. Solo il tempo ce lo dirà; non so ancora quale sia il suo programma di gare, quindi non so se ci batteremo per le vittorie lungo la strada”.

Anche il programma 2021 di Simon non è ancora definito: “Da quello che ho capito con le date, non ci sono molte corse tra il Giro e le Olimpiadi, ma se si corre il Tour, non c’è quasi tempo per arrivare a Tokyo, quindi è una decisione difficile in entrambi i casi. Ecco perché stiamo aspettando che i percorsi e tutte le date siano confermati“.

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